sabato 14 marzo 2009

Medico stupra ragazzo minorenne in ospedale

Tutti bene i medici senza frontiere a Darfur rilasciati in breve tempo e senza alcun riscatto dai ribelli del luogo. Di tutt'altra sorte il ragazzo minorenne sequestrato e stuprato in Italia da un medico italiano in ospedale (vedi msn news di due giorni fa) mentre aspettava la madre, in visita medica. Ora questo ragazzo dovrà sottostare alle iterate visite mediche legali dei colleghi dello stupratore che si accerteranno sull'eventuale penetrazione e ne dibatteranno, accusa e difesa, al millimetro, se più o meno.
A scanso di equivoci..Nella foto il medico rilasciato incolume dai ribelli.

lunedì 23 febbraio 2009

Violenza carnale e farsa medica: gli stupratori ..gentiluomini


Nel due precedenti post sulla violenza sessuale subita dalla turista tedesca a Napoli abbiamo sottolineato l'inutilità dell'accertamento medico ospedaliero che, in questo caso, si è rilevato oltre tutto errato di fronte alle indagini di polizia. Infatti, dall'accertamento medico ospedaliero non risultava alcuna violenza sessuale cosa invece evidenziata inconfutabilmente dalle indagini di polizia. Nella più recente violenza subita da una giovanissima ragazza al Parco della caffarella di Roma è accaduto il contrario, cioè dall'accertamento medico ospedaliero risultavano innumerevoli ematomi nel corpo della vittima, ma dalle altre indagini legali risultava che la vittima non aveva subito sevizie. Ci si chiedeva e ci si chiede ulteriormente il perchè della umiliazione dell'obbligo dell'accertamento da visita medica -legale-ospedaliera che subisce una donna violentata considerato che una violenza sessuale è già di per sè gravissima anche se una donna, paralizzata dalla violenta aggressione, può "non opporre" resistenza attiva; Il voler porre l'attenzione sui particolari sminuisce una tale gravità della violenza mentre è proprio una tale violenza che fa passare in secondo piano altre conseguenze di lesioni fisiche dovute a percosse che non sono così più violente in relazione all'iter di umilianti accertamenti medici a cui deve sottostare d'obbligo chi ha subito l'aggresione, ma che, invece, dovrebbero attivarsi solo per sua libera scelta. Le squallide, umilianti visite mediche obbligatorie non servono che a distinguere i violentatori tra stupratori gentiluomini e non

martedì 10 febbraio 2009

La macchina Englaro



"La morte peggiore è quella che ti proviene da chi ti concepisce ridotto a macchina e magari con tanti bei pezzi di ricambio; sentendo tra le sue mani il tuo cuore pulsante" -Hospitalcrimes-

giovedì 5 febbraio 2009

Il danno di Ippocrate: aver dato monopolio del corpo e mente ad una corporazione di spergiuri


"CLANDESTINI DENUNCIATI DAI MEDICI" è il titolo in prima pagina del quotidiano gratuito "24 Minuti" che dà freschissima notizia, di questa sera, dell'approvazione del senato all'emendamento che cancella la norma secondo la quale il medico non deve denunciare lo straniero non regolare -immigrato clandestino- che si rivolge alle strutture sanitarie pubbliche. Tutto ciò avviene proprio nel momento critico su un'altra decisione di vita o di morte (il caso Englaro): l'immigrato non in regola deve decidere se rischiare di peggiorare in caso estremo fino alla morte o farsi denunciare per ricevere trattamenti (o ulteriori danni) ospedalieri. Ci si chiede: ma perche?...prima non venivano identificati? -certo; le telecamere, il sangue (DNA), etc. etc. ma non essendo ufficiale il clandestino non veniva perseguito ma posto negli schedari dell'ospedale (vale a dire anche quelli della pubblica sicurezza -schedatura) - un pericolosisimo criminale latitante da moltissimi anni fu scoperto grazie alle indagini (DNA) ricavate su un suo vecchissimo ricovero d'ospedale o clinica-. Però ora per il cosiddetto "clandestino" si complica la situazione. Se a tutto ciò aggiungiungiamo anche l'autorizzazione a procedere per la vaccinazione obbligata ai bambini Rom nelle loro abitazioni, che maschera l'ennesimo tentativo di schedarli, stavolta su stanziamento di relativamente grossi fondi -operato per omologarli definitivamente alla cultura del popolo vincente, quello sedentario- possiamo ulteriormente vederci confermato tutto ciò di cui abbiamo riportato e previsto nei precedenti post su tale questione, dal profilo storico al nostro quotidiano.
* In figura particolari bambini futuri nel nostro paese (E123,E104,E142,E131;Cons.E220)

martedì 3 febbraio 2009

Mobbing: cornuti e bastonati. Dallo stipendio al sostegno per disabili psichici -parte 2°


Quanto scritto nel post precedente trova un ennesimo riscontro che ci interessa direttamente: un lettore del nostro blog ci ha segnalato che un suo amico ha subito recentemente -dopo 15 anni di servizio- un licenziamento per mobbing -esubero. Funzione lavorativa ritenuta non più necessaria- confermato dai sindacati. La vittima del mobbing è un modesto operaio padre di famiglia con un figlio -che frequenta le elementari- e una moglie con lavoro precario e con casa in affitto. Le sue responsabilità familiari, di fronte alla reale difficoltà sindacale lo ha condotto a chiedere un sostegno psichiatrico. Nonostante tutto è stato licenziato, non lavora più da due mesi. La potente corporazione psichiatrica non avrà fatto altro che etichettarlo della diagnosi psichiatrica da mobbing (ansia, depressione e tendenza al suicidio). La logica psichiatrica è che il branco paga le spese del danno psichico rimanendo immune da diagnosi psichiatrica mentre la vittima s'incollerà tale suddetta etichetta che assieme al peso della sua età non proprio giovane non avrà altra alternativa che vivere di sostegno socio-sanitario. Verrà così considerato come "cittadino con riserva sull' affidabilità".

venerdì 16 gennaio 2009

Mobbing -Cornuti e bastonati: Dallo stipendio al sostegno per disabili psichici









Una delle questioni sul mobbing ancora scarsamente o per nulla discussa è sull'abilità di tutto o parte di un intero organico di ufficio, dal basso verso l'alto, nel raggiungere una così perfetta intesa da circuire la preda (l'impiegato scomodo) tanto da farlo incappare nella trappola. Un'altra questione riguarda invece la scoperta di questa dinamica -chiamiamola- di branco di cui ci si è accorti solo di recente -il termine fu coniato nel 1984. Infatti, risalendo alle origini delle civiltà, il cosiddetto "capro espiatorio" -simile a colui che subisce il mobbing- ha radici molto profonde e si estende anche alle altre specie riunite in branchi: un animale che non riesce ad adeguarsi alle aspettative del branco per diversi motivi -anche per qualche handicap- viene isolato o spinto dal branco ad allontanarsi anche per mezzo di minacce e aggressioni, se la vittima insiste a rimanervi. Le religioni simbolizzarono questa dinamica da branco con il sacrificio, prima di umani poi di animali, che serviva per tenere assieme gli adepti al fine da polarizzare le loro reciproche insicurezze -sulla socializzazione- su una vittima immolata piuttosto che tra di loro. In questo contesto non vogliamo approfondire le origini della dinamica suddetta piuttosto sollevare un'altra questione che ci riguarda più da vicino, cioè su tutti i nostri amici e conoscenti che si sono ritrovati intrappolati nel Trattamento Sanitario Obbligatorio -perlopiù psichiatrico- sia prima che dopo la scoperta ufficiale del mobbing, che mirava proprio a far perdere le staffe alla vittima mandandola fuori di testa fino a farla cadere nella trappola del T.S.O., trattamento che può anche essere effettuato mitigato se attivato con il consenso della "vittima" che si rivolge, per suggerimento, agli psichiatri divenendo così "paziente" (diagnosticato -depressione, ansia con possibile tendenza al suicidio), durante il mobbing. Ora sorgono altre due domande: 1- Come mai i medici psichiatri (con un corso di studi universitario di 10 anni) non si accorsero di questo nonostante l'alta affluenza di T.S.O. e di ricorsi agli infami ospedali di tutti coloro che denunciavano stress da lavoro -per quanto ci concerne direttamente anche medici scolastici, professori di scuola statale (110 e lode in filosofia), ingegneri etc.- ; 2- Perchè oggi, conoscendo le dinamiche del mobbing, si aspetta che la vittima raggiunga un quadro clinico psichiatrico, o vi è necessità di affibbiaglierlo, per poter intervenire?. Anche da questo aspetto si conferma sempre più l'inadeguatezza della concezione di prevenzione delegata all'ambito medico; dall'altra, sempre più la necessità di aumentare la sorveglianza nelle istituzioni per la sicurezza del cittadino stesso da colui che lo dovrebbe assistere; piuttosto che aver aumentato i controlli nei confronti del cittadino stesso, che è tra l'altro il contribuente dei suddetti servizi. In sintesi: Le istituzioni, sopratutto sanitarie, possono controllare il cittadino ma il cittadino non può controllare le istituzioni che finanzia. Del resto, tutto ciò, andrebbe bene anche per chi vi opera, ad esempio nelle infami istituzioni ospedaliere; considerato che già nel 2004 veniva denunciato (lo dice proprio chi sostiene l'intervento speculativo del mobbing delle ASL: vedi http://www.antimobbing.com/ -12 nov. 2004) un abuso di mobbing subito almeno dal 50% del personale femminile, chirurgo in queste vili strutture sanitarie. Si veda a tal proposito anche il caso eclatante di mobbing su Giovanna de Nigris dipendente dell'Ospedale (e oftalmico) fatebenefratelli di Milano http://www.mobbing-sisu.com/cronaca_documentata.php .....continua

sabato 10 gennaio 2009

Umberto D. intervista inedita in risposta a La Valigia dei Sogni La7

Nel precedente post abbiamo riportato parte del raccconto di un partigiano -medico- che fu costretto a rifugiarsi nei sottopassi del Policlinico di Roma, e qui accudito da una suora e da qualche operatore sanitario. Sempre nel precedente post abbiamo ricordato lo scopo degli ospedali nella loro origine come luoghi frequentati da soli religiosi per dare assistenza, accudire gli emarginati, i senzatetto e, in generale, gente in difficoltà. In questo primo periodo i medici erano esterni a tali strutture. Inoltre abbiamo ricordato di come questo aspetto si sia mantenuto ancora oggi seppur limitato in microscopica parte di fronte all'ormai imponente presidio medico. Infine abbiamo discusso sul conflitto, che vide sfrattati una compagnia di frati per necessità sanitaria-ospedaliera, tra il potere medico-politico e i frati stessi. Su tale questione, tra l'antico è l'odierno, vi si pone una riflessione neorealista firmata De Sica-Zavattini, cioè il film dal titolo "Umberto D.". Il film è stato messo in onda la settimana scorsa da LA7 nel programma "la valigia dei sogni" -in cui seguono commenti al film e riproposizione di alcune scene assieme ai luoghi attuali in cui furono girate. Almeno per quanto riguarda gli aspetti del film, che possono interessare il presente blog, possiamo dire che i più rilevanti si riferiscono ai seguenti punti:
1-sia alla situazione precaria degli anziani, CHE "BENE" -accentuando i sintomi oppure fingendo di star male, per essere accuditi "tetto e pagnotta", con la complicità di religiosi che gli stessi anziani imploravano, magari fingendosi religiosi- O, di fatto, "MALE" -per stenti e quindi incuria- venivano, alla fine, costretti a soggiorno ospedaliero. Insomma, ingurgitando, così, farmaci da sani, che giustificavano il ruolo del medico, e, dall'altra, spulciando rosari, magari da laico, per giustificare quello religioso. 2- Sia al destino crudele dei cani passati per la camera a gas nel Canile Municipale -lager a tutti gli effetti.
A tal riguardo abbiamo dovuto constatare che "La valigia dei sogni" ha trascurato proprio questi due aspetti omettendo di riproporre sia scene che commenti, ad essi attinenti, nonostante abbia riferito sul doppio sequestro per censura di questo film da parte di Andreotti. In questo blog noi rispondiamo al suddetto programma LAsettimino attraverso una recente intervista inedita ad un regista P.M. -da parte di un lettore del presente blog- che ebbe qualcosa a che vedere con "Umberto D." :
Intervistatore - Lei è stato. complessivamente, un assistente e un aiuto regista per la Trilogia delle Borgate (Accattone, Mamma Roma e La Ricotta) di P.P.Pasolini, quindi è stato immerso nel pieno del neorealismo. Recentemente è stato riproposto in televisione (LA7 -La Valigia dei sogni-) un capolavoro del neorealismo quale "Umberto D."; film che ebbe all'inizio delle censure. Il neorealismo mise a crudo delle verità sulle condizioni precarie di chi era emarginato che i governi tenevano nascoste: ci può parlare di una qualche sua esperienza su questo aspetto? Considerando anche il fatto che il film aveva più motivazioni per essere censurato, oltre la condizione precaria di un pensionato "...a la Umberto D." ,
quali: il ricovero ospedaliero per necessità di un tetto e della "pagnotta" ricompensato con l'ingurgitamento di farmaci e nell'assecondare il religioso; La realtà sul canile lager.
P.M. -Le parlerò proprio di quando mi interessai per la proiezione di "Umberto D." Allora ero presidente di un circolo del cinema e nel ciclo di film da proiettare inserimmo nel palinsesto proprio il film cesurato di Zavattini-De Sica. Deciso andai a ritirare le due pizze contenenti l'intero film e benchè ingombranti e pesanti le portai sottobraccio fino agli uffici della questura che si trovavano vicino a Piazza Indipendenza. Lì approcciai il vicequestore che telefonò al questore e questi, a sua volta, si consultò con l'ufficio di Andreotti. La risposta fu positiva per il dissequestro e la conseguente proiezione pubblica -probabilmente non si voleva venire in conflitto con me, richiedente il dissequestro -almeno temporaneo- in quanto, allora, ero anche presidente di sezione della D.C. -ruolo che lasciai di lì a poco dopo aver organizzato una manifestazione di protesta studentesca-. Finalmente, il film venne proiettato pubblicamente per la prima volta nella lì vicina (Piazza Esedra) sala cinematografica de "Il Planetario", che si riempi di pubblico fino a diventare stracolma, rendendo giustizia alla libertà di espressione della corrente neorealista."
Per merito di questo regista e di tutti coloro che sostenevano la libertà di espressione molte persone riuscirono a vedere questo film che fu censurato per oscurare le condizioni di vita di chi passava già inosservato nell'affacendamento, del cittadino medio, del quotidiano.
Nel video il famigerato canile municipale di Roma con la camera a gas