giovedì 17 febbraio 2011

"Papa Tentenna" e lo sciacallaggio medico ospedaliero

".
Nell'ospedale l'inferno
"..quelli che la malattia o incidente fanno cadere in un coma "irreversibile" saranno spesso messi a morte per rispondere alla domanda di trapianto d'organi". Così riferiva l'allora Cardinale Ratzinger all'apertura del Concilio straordinario del 1991. Tutto ciò è stato riportato dal giornalista Flavio Michelini, sull'Unità del 16 Maggio 1991, che criticava il Cardinale perché il trapianto d'organi salvava vite umane sopratutto in un paese (l'Italia) che registrava ogni anno 10.000 morti in incidenti stradali. Ma, l'Unità, sempre in quel periodo, doveva rendere conto al Manifesto e a Repubblica che denunciavano il rapimento dei bambini per espiantargli gli organi (il Manifesto, 16 Aprile 1991) spesso ritrovati poi dai genitori senza un rene; e genitori che concepivano un figlio per fargli poi donare il midollo al fratello (Figli di scorta, in La Repubblica, 5 Giugno 1991). Oggi si è arrivati a regolari agenzie per il trapianto d'organi dai paesi del Terzo Mondo, dove i poveri vendono un loro proprio rene per 1000 euro ed un'occhio per qualche euro di più (sempre che risultino in buone condizioni di salute alle analisi mediche). In effetti, in Italia piuttosto di mantenere l'alta velocità -cioè la trasgressione ai limiti di velocità, principale causa di incidenti gravi- si è arrivati addirittura all'espediente del trapianto d'organi oltre che a sviare su altri stratagemmi che concepiscono la strada essere una pista: caschi omologati, cinture di sicurezza (raccomandate anche per i sedili posteriori), revisioni periodiche dei veicoli e anche quelle mediche, degli autisti, che raddoppiano fino quintuplicarsi con l'età -anche se gli incidenti, sopratutto gravi, si registrano in fasce d'età al di sotto dei cinquantanni. Avete mai visto per caso un anziano dare di sprint con la macchina?.. E un autista (da decenni) esperto che non sappia autovalutare le sue capacità o prestazioni specifiche?-. Si tutelano gli autisti così concepiti piloti per mantenere alta la velocità ma non i pedoni, che vengono sempre più investiti ed anche sulle strisce. Superare i limiti di velocità significa speculazione . Far rientrare nei limiti di velocità non fa lucrare. La strada deve rimanere una pista e deve eliminarsi tutto ciò che impedisce la corsa: i pedoni che non si affrettano sulle strisce, i cani -che non si vedono più girare liberi, e lo stesso per i gatti perlopiù relegati ora nei gattili-, sarà vietato alle biciclette circolare sulle strade limitandole solo su percorsi a loro appositi. Insomma sarà vietato tutto ciò che rappresenta un contenere il traffico nei limiti di velocità consentiti per le strade cittadine.
Gli incidenti stradali aumentano la disponibilità di trapianto d'organi. Il potere medico ospedaliero è talmente potente da aver fatto ripensare perfino il suddetto Cardinale sul trapianto d'organi; se nel 1991 ne era contestatore poi ne divenne potenziale donatore qualche anno dopo, ed ora la sua carica, però, gielo impedisce di nuovo http://www.repubblica.it/esteri/2011/02/03/news/papa_trapianti-12016760/.
Le associazioni pro trapianti vorrebbero un'eccezione alla regola ma se gli organi di un Papa sono considerati possibile reliquia è logico che vengano tutelati come tali. Immaginate se il cuore-reliquia del Papa finisse nel corpo di un criminale; oppure, ad esempio, il suo occhio ridare bene la vista ad un voyeur etc.. Le cause di beatificazione hanno regole precise che investono anche le caratteristiche fisionomiche e corporali fino a segnalare perfino la presenza e quantità di peli sulle falangi delle dita, sopratutto a quelle più estreme.
Chi dà il consenso alla donazione d'organi lo fa anche perché ha interesse, vuole contarci, che gli vengano a sua volta trapiantati. Dall'altra, quando si è gravi e sotto pressione dell'ambiente coatto ospedaliero è molto difficile non accondiscendere alla richiesta di farsi espiantare organi. Quello che si vuole vedere come atto di non egoismo in un "donatore" di "pezzi di ricambio" lo si deve riscontrare sopratutto su chi se ne avvantaggia, i medici ospedalieri..la loro è tutt'altro che disponibilità gratuita, i trapianti sono massimi profitti, e garanzia di loro continuità con visite mediche assidue e costosi nonché tossici farmaci anti-rigetto e rimedi alle conseguenze delle loro controindicazioni. Oltre alle invenzioni di malattie, creazioni di virus e corrispondenti pseudo-vaccini si sono inventati anche le "morti"cliniche per speculare sulla loro medicina del rattoppo.
Insomma, non è meglio rispettare i limiti di velocità piuttosto che finire a mantenere e potenziare le auto sportive o di grossa cilindrata dei primari ospedalieri? Rispettare i limiti di velocità è un atto di rispetto della salute altrui.

mercoledì 2 febbraio 2011

PAZIENTI A RISCHIO DA CHIRURGHI DAI CINQUANTANNI IN SU

Dai video il messaggio è chiaro: i medici concordano che dai cinquantanni in poi vengono meno le nostre abilità e ciò comporta dei rischi per la salute nostra e sopratutto per i danni che si potrebbero arrecare operando in contesti a rischio. Già a cinquantanni si stima fino ad un dimezzamento delle proprie abilità ad eseguire un'operazione -ad esempio, a partire da suddetta età, per condurre un veicolo, viene obbligato rinnovare la patente per visita medica ogni cinque anni piuttosto che ogni dieci -a settantanni ogni 3 anni-. Tutto ciò vale, a maggior ragione, proprio nel contesto in cui esse (abilità), maggiormente, vengono messe a dura prova nella minuziosità e precisione che richiede un'operazione chirurgica nel limitare i rischi. Viene così suggerito, praticamente dagli stessi medici, di pretendere di accertarsi se dell'età del chirurgo che si presta ad operarvi è sotto il limite dei cinquantanni, oppure, se non vi fosse possibilità di scelta, esigere che il chirurgo -over 50- sia affiancato e supervisionato passo passo da un aiuto al di sotto di quell'età.

venerdì 21 gennaio 2011

Sabin Salk Tre Trucchi dalla vivisezione per l'ospedalizzazione -2° Parte

Il presente post segue dalla parte prima dell'omonimo post e continua nel'esporre gli altri due trucchi. Iniziamo con l'esempio di quello che avvenne in America con più trasparenza; il trucco è quello che avevamo già visto applicarsi qualche secolo prima in Europa durante la peste a discapito dei poveri, emarginati, senzatetto e svantaggiati in generale che venivano in
ternati in quarantena negli ospedali (e lazzaretti) col pretesto di un loro qualsiasi malore (anche per semplice caduta) visto come "sospetto contagio di peste". Così, negli USA si annoveravano tra i casi di poliomielite anche chi solo influenzato in quanto "sospetto di poliomielite". I medici statunitensi furono avvisati a trattare chiunque lamentasse un' influenza più o meno forte di segnalarlo come "sospetto poliomielitico"; in conseguenza la situazione appariva allarmante tanto che sui media già si parlava di stato di epidemia. Ma il vero "terreno" da cui partiva tale "epidemia" era la necessità di smerciare vaccini ch'erano stati proprio allora messi a punto. P
oco dopo la somministrazione di tali vaccini si dette ai medici l'istruzione di non segnalare più la gran quantità di casi sospetti per mera influenza ma solo quelli a cui seguiva la paralisi; pertanto ne appariva una drastica diminuzione di persone infettate e, chiaramente, fu fatta passare per merito della vaccinazione. Invece, più tardi dall'inizio della vaccinazione sistematica, si riscontrarono veri e propri c
ontagi a causa del vaccino stesso con conseguente aumento di contagiati che riportarono a picchi pari ed anche superiori a quelli in cui vi erano
annoverati i sospetti, ma stavolta proprio di poliomielitici conclamati, e ciò diffuso in tutto le nazioni che subirono la vaccinazione di massa. Infatti, Sabin -nel video su riportato- dichiara che effettuò grandi esperimenti nei quattro anni tra il 1953
ed il 1957; ma prima, in un altro contesto di domande afferma che l'epidemia esplose nel 1931 a partire dai paesi europei, e nel 1956 in America, ma solo nell'ultimo decennio (cioè dal 1956
al 1966) all'Africa, Asia, e America Centrale; possiamo supporre che il vaccino Sabin fu sperimentato anche in Africa o ai paesi del Terzo-Mondo contaminandoli fino alla pestilenza. Sabin, dopo aver sperimentato su scimmie e scimpanzé, somministrò il vaccino su cento volontari tra cui lui stesso e ciò dava "licenza" di sperimentare sui carcerati. Poi, nel 1957, somministrò il vaccino alle sue due giovanissime figlie. Questo dette ulteriore licenza di sperimentare sugli 8-10 milioni di bambini nel mondo a partire da quelli del Terzo Mondo contribuendo così a diffondere il contagio: "poliomielite post-vaccinale". Si sottolinea che, in questi casi, Sabin non

parla di somministrazione ma di sperimentazione. Tutto ciò contribuì alla diffusione della poliomielite e alla conseguente disastrosa infezione AIDS -virus attivato dai vaccini della polio ricavati da colture di reni di scimmia -rivelatosi in seguito anche cancerogeno. Comunque, a dar sostegno al trucco di cui sopra un altro trucco che, paradossalmente, faceva passare la diminuzione dei contagiati da poliomielite come merito della vaccinazione. Ma le prime due immagini del presente post che raffigurano i primi quattro grafici statistici riportano che la poliomielite era già costantemente in regresso prima del vaccino: nella prima immagine i due diagrammi considerano il periodo dopo il 1957 (primo diagramma); il vaccino fu introdotto nel 1956 con 1150 casi (e non 2568) e l'anno dopo salgono a 4109 e, comunque, necessitano ben 6 anni per ritornare ai livelli dell 1956 (secondo diagramma) -l'obbligo del vaccino non muta l'andamento già discendente.
Nella seconda immagine il primo diagramma indica che la polio stava già calando prima della vaccinazione (1956); il secondo diagramma riporta un aumento di forme paralitiche dopo la vaccinazione.
Un trucco è visto nel diagramma della terza immagine: si fa vedere un quadro con caduta della poliomielite ad inizio della vaccinazione dove nel diagramma l'asse delle ordinate, numero dei casi, è posto in misure esponenziali ma all'asse delle ascisse (il tempo in anni) si danno misure lineari. Il diagramma della quarta immagine pone nel giusto rapporto entrambe le coordinate dando ragione ai diagrammi della prima immagine.

Quest'ultimo video considera la morte in massa di uccelli che sta accadendo in questi giorni. Tutto ciò ci riporta all'allarme per epidemia di influenza aviaria di quattro-cinque anni fa. In entrambi i casi gli animai presentano segni d'influenza e ci si chiede quali siano le differenze, considerato che nel caso attuale non si assegna la colpa della morte collettiva ad una simile influenza, di cui il contagio è ristretto ai soli volatili -e non all'uomo-, anche se rimane oscuro il vero motivo. Mentre, nel caso precedente, si considerò un temibile virus che non avrebbe risparmiato l'umanità e si dette avvio ad una caccia spietata con soppressione della gran quantità di animali venuti in contatto con quelli trovati morti, e furono commercializzati pseudo-vaccini "aviaria" per vaccinazioni di massa -in Italia il ministro della Sanità richiese vaccini per ogni italiano indebitando la Nazione nel chiedere contributi economici dal fondo europeo -probabilmente questi vaccini furono liquidati nel spedirli al Terzo Mondo e fatti passare per opera di carità.
Le ipotesi di suddetta morte in massa sono le più svariate, dalle profezie al repentino cambiamento climatico fino allo spostamento dell'asse polare. Per noi, profezie a parte -che sembrano essere le più puntuali e precise- la più attendibile è quella di interferenza di campi magnetici artificiali -cause umane- con quelli naturali, geomagnetici, che orientano gli uccelli in volo. Lo spostamento dell'asse polare sembra seguire un moto piuttosto uniforme per poter causare eventi localizzati di tipo "hot spot". Infatti, ormai da decenni si è andato sempre più a sperimentare su fasce di radiazioni di livello Giga Hertz -che si aggiungono a quelle di livello Mega Hz già da molto in uso-, a cominciare dal pilotarvi missili telecomandati terra-aria. Sia le frequenze Giga che quelle Mega sono utilizzate sopratutto dal cervello degli animali (in particolare l'ipotalamo per le giga) per orientarsi geomagneticamente e nel "modularle" in basse frequenze negli strati superiori corticali (ELF); ne segue un gioco di interazioni dipendente dal raporto di assorbimento (SAR) non solo in frequenza ma anche in modulazione, potenza, voltaggio. In questo caso possiamo in qualche modo immaginare cosa accadrà quando uno stormo cade in risonanza imbattendosi in un localmente amplificativo "hot spot" magnetico di tal genere. Vedremo in post successivo le implicazioni tra percezione geomagnetica, processi fisiologici -cerebrali- da radiazioni non ionizzanti di fascia delle frequenze su citate.
Bibliografia
AAVV: King Kong -Riv. di cultura animalista e antivivisezionista-, numero monografico "vaccinacioni, , Roma, 3, 1991
H. RUSCH: La Figlia dell'Imperatrice, Stampa Alternativa, 2006. Vedi anche H. Ruesch (a cura M.Mamone Capria), La Medicina Smascherata, Ed. Riuniti, 2005
In Generale: P Skrabanek, J. McCormck, Follie e inganni della medicina, marsilio,1992.
R. Volpi, L'amara Medicina, Mondadori, 2008.


martedì 11 gennaio 2011

Sabin Salk tre trucchi dalla vivisezione e per l'ospedalizzazione. I° parte

La poliomielite riveste un ruolo centrale nel passaggio all'industria delle malattie e, di conseguenza, al rendere sempre più domanda di ospedali. La poliomielite è una malattia infettiva antica ma cominciò a rendersi epidemica, guarda caso, nei primi del ventesimo secolo, cioè proprio nel culmine delle colonizzazioni e l'espandersi delle industrie.
Sabin s'interessò di poliomielite non appena laureato (1931), cioè quando la poliomielite cominciò ad esplodere in Europa iniziando dalla Svizzera. Sabin intraprese subito la strada che intraprendono i ricercatori che hanno urgenza di farsi conoscere attraverso un qualche "successo" nella ricerca e ciò è garantito da sempre nell'utilizzare le tecniche di laboratorio della sperimentazione sugli animali, vivisezione. Infatti, la razionalità di laboratorio vivisettorio permette di poter ridurre l'animale sperimentale per conformarlo nei limiti di ciò che grosso modo si vuole ottenere tanto che la ricerca ed il suo successo diviene fine a ciò; per questo vi sono addirittura allevamenti che predispongono gli animali per un tal fine. Sabin, assieme al suo collaboratore Olitsky, ovviamente, ottenne il "predisposto" successo nel 1935, utilizzando costose scimmie dai suddetti allevamenti e sottoponendole,oltre tutto, ad un trattamento ancor più particolarmente crudele e anche letale con complicate serie di iniezioni, ma non fu fortunato perché vi fu chi gli smascherò il trucco. Specificatamente, essi usarono il trucco nell'utilizzare una specie di virus che veniva indebolito nell'inocularlo tante volte nei tessuti nervosi delle scimmie per farlo attecchire ma fino a non poter poi essere in grado (il virus) di vivere in altri contesti. In sintesi, tutto ciò è coerente con gli esperimenti di laboratorio che trovano successo solo in questo ristretto ambito e con quei soli animali adattati forzatamente a rispondere in qualche modo alle aspettative dello sperimentatore.
Anche salk, rivale di Sabin, cadde in fallo nell'utilizzare la vivisezione, ritrovandosi accusato, anche dallo stesso Sabin, nell'aver meramente utilizzato più in'impostazione immunologica che virologica, cioè iniettava nelle scimmie ceppi di virus morti per vedere quello che accadeva (ciò tradisce un'intelligenza da ricercatore non proprio veramente eccezionale).
Comunque, una correzione al trucco del Sabin provenne da J.Enders che, ragionevolmente nel non utilizzare animali, oltre tutto costosi e pre-conformati, si riferì alla sperimentazione in vitro e riuscì a trovare il modo di coltivare i polivirus in tessuti vivi (1948). Comunque, benché molto meno fallace e quindi altrettanto meno dannosa e meno costosa della vivisezione, tale sperimentazione ricade pur sempre nei ristretti limiti della razionalità di laboratorio; pertanto, proprio correggendo il grottesco errore vivisettorio Enders incoraggiò la politica delle vaccinazioni rendendosi anch'esso compartecipe delle stragi sottostanti ad una vaccinazione sistematizzata, di massa, che si rivelò anche untrice della stessa infezione che avrebbe dovuto eliminare, danneggiando piuttosto che sanando e, dall'altra, anche attivatrice di altre infezioni, fino allora inattive, quale del virus HIV-AIDS provocando tutte le stragi finora conosciute.
Nel prossimo post ci occupremo di altri trucchi che più specificatamente "giustificherànno" domande di ospedalizzazione da epidemie.
BIBLIOGRAFIA
- H. Ruesch: La figlia dell'imperatrice, Stampa Alternativa, 2006
H.Hellman: Le Dispute della medicina, Raffaello Cortina, 2002
H.Ruesch (a cura di M.Mamone Capria): La medicina Smascherata, Editori Riuniti, 2005

sabato 18 dicembre 2010

Rai Bontà Loro, Telethon Ospedale, vivisezione

L'immagine mostra la copia -diretta dall'originale- dell'invito ad una tavola rotonda antivivisezionista -1972. La sala dell'incontro era gremita: posti tutti occupati e molta gente in piedi. Il pubblico era quasi tutto composto sia da antivivisezionisti critici sulla mera riduzione -proposta dall'associazione- dell' inutile e fallace vivisezione che invece doveva essere abolita completamente; sia dalla stragrande maggioranza di medici vivisettori venuti per dare sostegno al loro rappresentante -di controparte. Avrete già immaginato cosa sia accaduto con un simile pubblico, comunque vi fu chi riusci a ribattere gli attacchi dei vivisettori con estrema abilità, la giornalista L.Antonioni, tanto che ai vivisettori non rimase altro che sfogare quanto ci si sarebbe aspettato da infami individui, che offesero pesantemente e ad alta voce la giornalista, che lasciò la sala.
Tra gli organizzatori del suddetto evento vi era uno dei soci fondatori dell'associazione antivivisezionista, il conduttore dell'attuale programma RAI Bontà Loro. Quest'anno Telethon è iniziata proprio con lo spazio che sarebbe dovuto essere occupato da "Bontà Loro".
Telethon è un'organizzazione contestata dagli animalisti perché sostiene la vivisezione.
Il presente video riporta alcune scene del programma RAI-Telethon (2010) dove Telethon presenta dei casi di bambini e ragazzi per far conoscere alcune delle malattie genetiche. Nella prima e nella terza scena si fa riferimento all'applicazione della "terapia genica". Nella seconda e sesta scena si mostra la possibilità di poter ottenere e svolgere quanto desiderato nonostante colpiti da tali malattie. In generale, anche da come dichiarato nei video (per completare ciascuna scena si può digitare sui programmi di rai-uno del 17 dicembre 201o) nel far conoscere al pubblico le malattie genetiche, si riferisce cautamente sulla speranza e sulle possibilità di diagnosi attraverso il codice genetico; il resto sono cure convenzionali di farmaci beta-bloccanti, apparecchi cibernetici come il defibrillatore sottocutaneo, e il successo è solo nei limiti di ricerche di laboratorio . Solo nella prima e terza scena si ostentano successi di "terapia genica". Per quanto riguarda la terza scena si tratta di soggetti più o meno ambliopi e rimasti perlopiù tali dopo il trattamento. Fa rimanere perplessi il richiamo alla scienza con quanto dichiarato dalla ragazza: "Qui se non si sottopone qualcuno alla sperimentazione la ricerca non va mai avanti, il rischio c'è ma tanto io la vista la perdevo ugualmente"; "i risultati sono pochi però sono grandi perché c'è la speranza". Nella prima scena il comportamento del bambino lì presente contrasta con quanto sostenuto dal ricercatore e da ciò che si vede nel video del programma dove si parla dei progressi del bambino facendolo vedere attivo, dinamicamente giocoso e che saluta e, comunque, non in casa ma in ospedale, e quando lo si vede in un giardino porta la mascherina -vedi il video completo su RAI 1 telethon 17 dic.- , mentre durante la trasmissione è praticamente immobile, muove solo gli occhi, la bocca è chiusa -accenna ad aprirla solo per un istante- e quando il presentatore alla fine si rivolge a lui questi non risponde e nemmeno accenna a qualche parola o al saluto. Comunque, da quanto dichiarato nelle scene stesse si sono considerati i casi meno gravi, quindi con più predisposizione a piccoli successi. Pian pianino ci saranno successi forse tra qualche anno, come dichiarato dal ricercatore di Telethon nella quarta scena o forse tra venti anni come dichiarato da altri suoi colleghi di Telethon. Ed è proprio fino a venti anni fa si dichiaravano successi entro cinque anni, poi, negli anni novanta fino a sette anni ed ora si è giunti a venti anni -questo almeno è in progresso-; venti anni di scimmie, cani e altri animali macellati per divertirsi a concepire l'organismo fisiologico linearmente pari a una macchina, dove se cambi o aggiungi un pezzo questi riattiva la funzione dell'intero complesso. Nel laboratorio vivisettorio la razionalità di laboratorio consente di poter ottenere tutto ciò che si vuole riducendo e modificando l'animale tanto che quando poi si applica il risultato al di fuori dei limiti del laboratorio, all'uomo. ne risulta un fallimento o un danno. Oggi si concepiscono ospedali moderni dotati di un loro proprio laboratorio, come ad esempio quello del video di due post fa -dove ai degenti vi è l'obbligo del braccialetto con codice a barre e microchip- perché se non è possibile portare fuori i successi di laboratorio vivisettori, all'uomo, è possibile portarvi dentro quest'ultimo. Telethon ha realizzato almeno un ospedsale, il "Perth".
I medici vivisettori pretendono che a controbatterli siano solo i loro colleghi. Bene, nei video successivi risponderanno i loro colleghi...ma anche la moglie di un uomo colpito da malattia genetica








lunedì 13 dicembre 2010

Medici e Paramedici ospedalieri Cocainomani.

Indipendentemente dalla droga, la questione centrale in questo post è l'informazione pubblica che deve essere difesa da chi non vuole trasparenza sulle nefandezze ospedaliere celandole ai cittadini. Quanto comparso ieri su alcuni quotidiani (nell'immagine l'articolo de "Il Messaggero" del 12-12-2010) conferma quanto scritto sul presente blog -vedi, ad esempio il post su Rai Bontà Loro testimonianze di nefandezze ospedaliere- cioè il tentativo di deviare su altri percorsi quanto accade nelle infami istituzioni ospedaliere per non divulgare e giudicarle all'interno collegiale medico salvaguardandone il prestigio.
Insomma, si cerca di imporre le stesse cose che abbiamo già riportato nei post precedenti in merito ad altri medici, con altri incarichi, ordinari e di rilievo gerarchico, cioè: il controllo di ciò che avviene negli ospedali deve dirigersi verso l'alto, dal primario al direttore e così via fino ai responsabili politici, governatore e ministro. Un simile controllo verso l'alto ripetiamo che si è sempre fatto e favorisce il medico imputato, salvaguardandone il "prestigio" degli infami ospedali perché il fatto rimane chiuso, "cosa loro" nella cerchia dei medici e dei politici governanti -che, certamente, non hanno intenzione di squilibrare il loro governo che si sostiene sul "tutto funziona bene"- e ne viene evitata la fuga di notizie vere attraverso i media facendo rimanere il popolo all'oscuro; viene in tal modo vanificata quel poco di trasparenza che si è riusciti ad ottenere da quasi quattro anni e che ha portato a divulgare tutte le nefandezze medico-ospedaliere che oggi, finalmente tutti, conosciamo.

giovedì 2 dicembre 2010

Mario Monicelli: Una scelta solidale, la morte indegna




-Un altro anziano che vola dalle finestre dell'ospedale. Il famoso regista Monicelli ha scelto di condividere uno stesso destino dei meno facoltosi, eutanasia o suicidi che siano, la morte contro natura negli aberranti ospedali (statali o privati che siano).
Lo ricorderemo anche per questa sua coerente scelta.