giovedì 8 marzo 2012
Sanremo 2012, Donne anziane malmenate: indagine in un ospedale-casa di cura al di sopra di ogni sospetto
giovedì 16 febbraio 2012
Sanremo, SanPaolo, Nietzsche Antichrist Super-rock
Sanremo, Festival della canzone Italiana: dal blog di Grillo si legge che Celentano dona il suo incasso alla costruzione di ospedali; in prima serata il conduttore attacca la rivista paolina "Famiglia Cristiana". La televisione è spettacolo e questa volta la sceneggiatura sanremese ha lievi sfumature nietzschiane de "l'anticristo", che, in modo piuttosto aneddotico, contrappone il pensiero di S.Paolo con la scienza in generale e con la filologia e, sopratutto, la medicina in particolare: "esser medico qui, qui essere inesorabile, qui affondandone il coltello..."; "Rendere malati è la vera intenzione recondita dell'intero sistema di procedura di salvezza della Chiesa..".-Nietzsche-. O la Fede o l'ospedale; ciò ricorda la veggente di Fatima Giacinta - Contagiata della "febbre spagnola" che comportò come complicazione la polmonite- che, sia nel tenere fede a ciò di cui credeva e sia nell'aver giusto terrore delle squallide strutture ospedaliere, non voleva il ricovero ospedaliero, ma che poi ne fu costretta per pressioni del medico ospedaliero sulla madre: morì tra le forti sofferenze delle medicazioni post operatorie dieci giorni dopo l'operazione.
Così, dal rendere malati, all'invenzione delle malattie ,e di quelle delle "variegate morti", che sono attualmente sempre più in crescita. Dopo un breve periodo di tentativo di distacco dalle pratiche religiose magico tribali a partire da Ippocrate, la medicina le riaccosta e vi si immerge più o meno esplicitamente. Anche medici stimati dai loro colleghi, come A.Pazzini, rilevano suddetta tendenza. Tra le pratiche mediche più esplicite su tale questione vi è quella dei trapianti. L'accostamento è quello del particolare rito tribale di apertura del torace e di estrazione del cuore, ancora pulsante. Nel primo video di questo post la questione diviene ancor più fenomenale nella testimonianza della signora che subendo un trapianto ne acquisiva tratti personali del suo (organo) originario proprietario. Ciò, in un certo senso, ricorda la credenza di quelle tribù che vincitrici sui loro nemici ne mangiavano sopratutto il cuore per acquisire la loro forza i loro segreti. Sempre nel video, i medici favorevoli ai trapianti non fanno altro che negare o ignorare i referti dei loro colleghi sugli avvenuti risvegli dai coma, già creduti irreversibili e, dall'altra, negano il non fidarsi dei loro colleghi quando li si accusa che seppur pretendono una donazione di organi sono loro stessi i primi a non aderire ufficialmente alla loro propria donazione non solo di organi ma anche di sangue. Talmente abituati alla leadership che scalzano i conduttori e tentano di annullare la controparte decidendo loro quello che è nel tema della serata e quello da scartare. Gli incidenti stradali gravi sono -temporaneamente- in sensibile diminuzione e vi è così meno offerta di organi, spuntano così i prelievi d'organi da soggetti sani attraverso pressione sui parenti e fratelli dei dializzati, cosicché i medici si auto-criticano sulla obsoleta pratica della dialisi favorendo il trapianto operato sui sani. E' una medicina che vede il successo danneggiando il sano per ottenere due "mezzi sani" che dovranno attenersi poi alle iterate visite di controllo e, comunque all'assunzione di potenti , tossici, farmaci anti-rigetto. Sempre nel suddetto video i medici dichiarano che abbiamo due reni di cui uno è fatto passare come di "scorta" e può così essere ceduto per trapianti...(??!) Cosicché dobbiamo pensare che anche un polmone è di scorta o comunque non così indispensabile. Il carico dell'intera funzione fisiologica delegato ai reni avviene sul rene rimasto e ,con molta probabilità, a lungo andare i medici si ritroveranno non con una ma due domande di intervento -il doppio- alla loro professione offerta.
Indipendentemente dai riti tribali e la medicina, di cui si occuparono, allo stesso modo del Pazzini, non pochi storici della medicina, volendo considerare in particolare la questione sulla morte da parte degli stessi medici non si può non considerare E.Bozzano -che, tra l'altro era capo d'ospedale nonché sanitario locale- il quale scrisse libri sulla morte, sulle comunicazioni di frontiera (tra vita e morte) e sulle profezie. Ritornando ora sull'anticristo, vi fu, infatti, nel cinquecento chi fece profezie anche fino ai nostri giorni e di cui gran parte di queste si avverarono. Egli, tra l'altro, profetizzò l'anticristo nascere nel 1967, mentre altri suoi "colleghi" lo vedevano nascere nel 1968 (tratto anche dalla data dell'atomica su Hiroshima). Ora vogliamo impostare la questione sugli stessi riferimenti medici ma nel concreto della biografia e della cronologia e sincronicità degli eventi. Nel 1967, vi furono eventi importanti eventi tra i quali: la guerra dei sei giorni; la prima esplosione test-nucleare in Cina; Paolo VI si reca a Fatima per il 50° dell'apparizione. Ma, proprio al confine tra il 1967 e il 1968 si operarono a susseguirsi i primi due trapianti di cuore. Il primo il 3 Dicembre 1967, ed il secondo il 2 Gennaio 1968. Il primo fu realizzato da incidente stradale subito da una ragazza di 25 anni, a cui fu prelevato il cuore nello stesso giorno dell'incidente non appena entrata in coma -i giornali la davano già per morta-. Il ricevente era un signore di religione ebraica che mori tra forti sofferenze per una polmonite indotta da farmaci immuno soppressivi dopo poco più di una decina di giorni dall'operazione. Il secondo fu un ragazzo mulatto forte e sano fisiologicamente che poté resistere alla tossicità dei farmaci anti rigetto per più di un anno prima di soccombere. Sempre tra il 1967 e il 1968 poco prima del primo trapianto e poco dopo il secondo avvengono due grandi disastri: il primo accadde il 26 Novembre del 1967, a Lisbona un'alluvione causa lo straripamento del Tago allagando la città -probabilmente anche l'ospedale dove fu costretta al ricovero, contro la sua volontà, Giacinta di Fatima- e causando oltre 400 morti e 500 dispersi. Il secondo disastro fu quello che avvenne il 15 Gennaio 1968, il tremendo terremoto nel Belice (Sicilia) che causò oltre 400 morti e 50.000 senza tetto. I trapianti continuarono aumentando sempre più l'attesa di vita dei riceventi (e abbreviando sensibilmente quella degli espiantati inventandosi le "morti") in quei 33 anni (settembre 2001) dai primi due trapianti usufruendo della guida del famoso pioniere chirurgo che riuscì a realizzarli.
A.Pazzini, E.Bozzano e tutti gli altri medici, ospedalieri e non, alchimisti, profetici, medium etc; dall'altra i medici "fisio-meccanici" o del "rattoppo" che vedono organi come pezzi di ricambio, altri di "scorta" perché sono doppi (reni, polmoni etc.)..... Per i medici tutto (o quasi) è monopolio medico, il resto sono da concepirsi meri paramedici....maschere e pugnali.
venerdì 3 febbraio 2012
Paola Ferrari: La morte all'ospedale S.Paolo di Milano

La rivista d'attualità "OGGI" -del 30-11-2011- dedica quasi tutta la copertina alle nefandezze ospedaliere. Questa è la volta della nota conduttrice RAI-TV nonché politico, Paola Ferrari. All'interno ben quasi sei pagine dedicate alla madre della conduttrice, la quale, benché fosse entrata all'ospedale S. Paolo di Milano in buona salute, ne moriva per una banale operazione chirurgica. Commentiamo ora parte dell'intervista riportata nella rivista in questione:
martedì 24 gennaio 2012
Giacinta di Fatima Delizia Cirolli G.L.E e Madre Coraggio. da Fatima a Lourdes

martedì 17 gennaio 2012
Giacinta di Fatima C.Wotila O. Rajneesh I. Illich: 1x4 Da Fatima a Montemario
Nel precedente post dal titolo "Martirio ospedaliero di una veggente" abbiamo considerato e approfondito il "calvario" della Veggente di Fatima, attraverso la sua biografia, dal carcere alla costrizione nel far da cavia in ospedale. Infatti, la giovanissima veggente aveva scelto di tenere fede su quanto da lei sostenuto di aver sentito e, nonostante i suoi rifiuti di ospedalizzazione alle insistenze del medico ospedaliero, fu comunque costretta a al ricovero. Tale costrizione non fece altro che arrecargli atroci sofferenze fino allo stremo, alla morte, a soli dieci giorni dall'operazione chirurgica -ritenuta, dagli stessi medici ospedalieri un successo-; non aveva paura della morte e nemmeno la ebbe quando fu imprigionata e minacciata -anche di morte- ma aveva terrore degli ospedali! Così come ne aveva terrore Osho Rajneesh e dall'altra ne aborriva anche Ivan Illich. Quest'ultimo sperava, in ultimo, in una morte "improvvisa", ma, poi, pur colpito da un male incurabile rifiutò il ricovero. Osho subì un'ingiusta prigionia -come la suddetta Veggente- negli U.S.A. (Vedi il post precedente dal titolo "Rajneesh Illich Frank Reich: 3X1) dove ne uscì contagiato dal Tallio mischiato nel cibo. Anch'egli rifiutò il ricovero ospedaliero.
Finora ci siamo orientati più sulla biografia che sul Messaggio di Fatima di per sé e ne rimandiamo il lettore a tutti i non pochi libri, documentari , dibattiti in rete ecc. su tale questione. Comunque, sempre attenendoci alla biografia, possiamo approcciare il messaggio specifico recepito dalla veggente Giacinta -quale, del vescovo vestito di bianco che, sofferente, sale su un monte dov'è una squallida città piena di cadaveri con uomini in uniforme che lo colpiranno con pistola e coltelli, e si ritroverà in una grande sala, in ginocchio, davanti ad un tavolo e piange. Per quanto riguarda le due figure con i recipienti pieni di sangue da versare (trasfusione) ciò si commenta di per sé nel contesto in questione.. Nel post suddetto dedicato alla Veggente abbiamo visto il parallelo che la gemella a Papa Wotila, che colpito con la pistola sarà costretto a salire, sofferente, su Monte-mario fino alla squallida cittadella (ospedale -policlinico gemelli-) di cadaveri ed "uomini in uniforme" (camici e bisturi- già lancette chirurgiche) e si ritroverà nella grande sala (ospedaliera), esausto, lacrimando, in ginocchio davanti ad un tavolo (operatorio). Ciò racchiude la prima e l'ultima volta del suo "calvario" su tale "Golgota".
Così, come Giacinta fu obbligata a disattendere la sua fedeltà nell'essere obbligata al ricovero ospedaliero, lo stesso accadde per la sua cugina Lucia, anch'essa veggente di Fatima, che, una volta ammalatasi, dovette mettere in dubbio quanto riferito sulla sua missione -cioè la garanzia che sarebbe vissuta almeno oltre il periodo in cui doveva riferire l'ultimo segreto: 1960- in quanto obbligata dal vescovo Da Silva, che confidava più sul referto del medico, a mettere per iscritto ben 18 anni prima del 1960 quanto riferito per conservare il messaggio nel timore di una morte prematura al periodo suddetto-.
Gli ospedali sono luoghi non solo anticostituzionali ma anche blasfemi perché, indipendentemente da tutte le nefandezze finora rilevate, ostacolano vilmente nell'ottemperare ad almeno ad un comandamento biblico ed altrettanto per un sacramento evangelico.
Il video è parte di un film che tratta sulla situazione del Mozambico prima della sua, chiamiamola"consacrazione", dai colonizzatori (1974-1975). Nel 1975 (Anno Santo) vi fu un importante cambiamento: il dimezzamento del tempo da un Anno Santo all'altro. Indipendentemente dal mero film suddetto, sta invece, di fatto che, nel 1974 (prima della liberazione del Mozambico dall'oppressione colonizzatrice) i missionari cattolici già in missione in Mozambico presentavano un loro documentario che filmava scene di crudeltà e atrocità commesse dai colonizzatori sugli abitanti di questo paese; ricordiamo benissimo, ad esempio, la scena, reale, di coloni che giocavano a palla con la testa dei patrioti, della resistenza del Mozambico, da loro decapitati -Per chi volesse accertarsi sul documentario può farne richiesta ai missionari cattolici che si occuparono del Mozambico negli ultimi anni dell'occupazione.
