sabato 22 settembre 2012

Blitz antidroga al Centro Anziani: là dove gli anziani si drogano

DIGITARE SOPRA L'IMMAGINE PER INGRANDIRLA A  LEGGIBILE

Nelle due immagini gli scritti di due lettori  del "Messaggero" (23 Ottobre 2011, pagine 16) che contestano sull'ingiustificata ordinanza medica subita dagli anziani, cioè su tutte le prassi medico burocratiche e dispendiose subite dagli anziani per ottenere la patente; ed oggi anche per chi ricorresse ad un 50cc.
E' scattato il piano incentivi sul pacchetto sicurezza.  L'unica sicurezza sono i profitti che speculano sulla sicurezza stessa strettamente connessa alla responsabilizzazione dell'individuo e della massa.  Tutto può essere a rischio, tutto deve essere tutelato.  Reclami più sicurezza? Ti affibbiano il tutore che decide per te; niente si fa per niente.  Noi ti diamo sicurezza tu poi rispetti le regole, ti metti in regola, e ci dai sicurezza, a noi!, che non ti succeda niente: lo sviluppo della sicurezza ha per meta la gabbia  e gli strumenti di contenzione, di protezione- anche all'interno della gabbia.  Per la sicurezza tutto diventa pericoloso, anche l'anziano è pericoloso alla guida; non l'hanno deciso le statistiche degli incidenti che vedono il primato degli incidenti entro una fascia d'età molto prima dei cinquant'anni, , lo dicono i medici: dopo i cinquantanni si è sempre più disabili mente-corpo;  anziani che benché super esperti con decenni di guida sono giudicati da medici non più in grado di valutarsi le proprie prestazioni.   Se un anziano ha uno scompenso cardiaco lo percepisce meglio di un giovane che muore improvvisamente anche su un campo da gioco altamente agonistico dopo essere stato visitato integralmente da equipe di medici -oggi si può dire che non sono così tanto casi eccezionali. Non è l'anziano che non sa valutare le proprie prestazioni ma i medici che non possono né valutare né prevedere il decorso fisiologico. In un post abbiamo riportato il medico cardiologo crepato d'infarto proprio durante un grande congresso internazionale di cardiologia, e non si era diagnosticato alcun disturbo cardiaco.  Il medico (bue) dice disabile (cornuto) all'anziano (asino) mentre se c'è un cornuto e asino è lui stesso. Ma non vogliamo offendere (i buoi e asini)  non si tratta di bue, asino e di cornuti ma solo di sciacalli che sanno chi non può difendersi, contestare.  Gli anziani ottimizzano l'economia dei medici e assicurazioni: più incidenti più giustificazione agli aumenti e meno valutazione di risarcimenti agli anziani, stimati per età e per usura come carcasse d'auto.  Anziani a cui si fa spendere tempo e centinaia di euro per ogni loro REVISIONE che arriva ad essere fino annuale (peggio di una carcassa d'auto) e se vengono investiti e rimangono più o meno disabili (per incidenti seri si può peggiorare con il decorso degli anni, anche in due anni si può perdere stile di vita autonomo per limitazione di movimento: dal bastone all'accompagno) vengono risarciti al costo di una bara con funerale, banda per marcia funebre, funzione religiosa e messa in...loculo compresi, diciamo 20.000 euro, la stima di un risarcimento di una donna appena ottantenne investita sulle strisce con rottura della clavicola e della caviglia che si è vista da una vita autonoma al bastone e all'accompagno nel giro di un anno e mezzo dall'incidente..e dovette anche ringraziare il bravo avvocato per essere riuscito ad ottenere quel risarcimento.  Cornuti (burocrazia medica per patente) e bastonati (risarcimento d'incidente).    Anziani delinquenti che danno la mazzetta per evitare di essere trattati come macchine, come dementi;  costretti a rifare la patente come fossero drogati....  Magari chissà se un blitz antidroga al Centro Anziani non scoprisse anziani trippati, forse quello sarebbe l'unico "trip" che gli 
rimane.    Nel video la guida e la macchina concessa dai suddetti sciacalli agli anziani.

.

domenica 5 agosto 2012

S.Giovanni (Ospedale di Roma) e il miracolo delle cartelle cliniche


Dai decessi per incuria degli anziani l'ospedale S.Giovanni di Roma sta rimontando anche con i neonati. Nel video gli intervistati giustificano la morte del neonato e la falsificazione della cartella clinica con il fatto che si doveva ancora decidere per un primario. Perché il primario avrebbe evitato la morte e/o la falsificazione della cartella clinica? Più che altro, con il primario non sarebbe accaduto l'ennesimo scandalo, perché per occultare una morte per omicidio, anche colposo, non bisogna essere sprovveduti così come lo sono stati al S.Giovanni. Vi è quindi bisogno di esperti, specialmente oggi che, seppur minimo, vi si è applicata una sorta di controllo. Quindi dobbiamo rendere merito all'assenza di un primario se si è riusciti a scoprire la falsificazione della cartella clinica, compilata da inesperti, e a conoscere quello che si è sempre fatto negli ospedali -falsificazioni di cartelle cliniche. Certamente, se avessero la possibilità farebbero come il Corner Hospital del casilino che seleziona anche dall'ospedale S.Giovanni e accetta solo coloro che sono ben propensi alla guarigione mantenendosi immune da denunce e garantendosi il prestigio.
Attraverso le cartelle cliniche si possono falsificare le morti per cause iatrogene ed anche le guarigioni. Di fatto sono "magicamente" sparite molte delle cartelle cliniche di "miracolati" di Lourdes. Il fatto più eclatante fu quello di John Traynor, Irlandese di 32 anni della Marina Reale, ferito gravemente e per più volte in diverse campagne della 1° Guerra Mondiale. Ferito due volte alla testa con conseguente coma; tre pallottole lo trapassarono nell'emitorace e una passando all'avambraccio fino alla clavicola recidendogli il plesso brachiale e i nervi della spalla e dello stesso avambraccio con conseguente paralisi del braccio, di cui rifiutò l'amputazione; ne conseguì poi l'epilessia che si aggravò sempre più tanto che i medici gli trapanarono il cranio e poi inserirono la placca metallica. Incontinente d'urina e feci e paralitico sulla sedie a rotelle si chiese all'ammissione all'ospizio degli incurabili. Contro il parere di religiosi e medici andò comunque a Lourdes. Durante il viaggio si aggravò e all'ospedale "Asile" di Lourdes confermarono tutte le diagnosi (24 Luglio 1923). La mattina del giorno dopo il trattamento dell'acqua si alzò e camminò senza difficoltà riuscendo a muovere il braccio paralizzato, che avrebbe dovuto essere amputato. Sparirono come per incanto tutte le malattie e le paralisi così come sparirono "miracolosamente" le sue cartelle cliniche, testimonianza del suo stato da quasi moribondo: I medici non gli riconobbero alcuna guarigione!!
Veniamo ad altri casi di cartelle cliniche falsificate, ad esempio quello dell'ospedale S. Camillo, dove, nel 1979-80, un dipendente, impiegato a sbrigare le pratiche, in questo caso le cartelle cliniche, trovò delle discordanze almeno su una cartella clinica e avvisò la direzione. Nulla di fatto, nessun provvedimento in merito. L'impiegato avrebbe dovuto essere premiato per il suo zelo, ma sarebbe stato meglio, per lui, se avesse sorvolato. Ma l'impiegato responsabile di senso civile continuò nell'esposto ritrovandosi poi in una sorta di Trattamento Sanitario Obbligatorio consistente nell'effettuare dei test clinico-psichiatrici, che, però, non rilevarono alcuno stato patologico. Per ordini disciplinari fu trasferito al Canile Municipale di Roma. Nel 1984, con la salute provata da tutte le pressioni, i quotidiani, finalmente, riscontrarono la veridicità dei suoi esposti sulla falsificazione di cartelle cliniche.

sabato 14 luglio 2012

Medicina Perniciosa: La Pratica Vivisettoria dagli Stabulari agli Ospedali.. Contro-Processo Antivivisettori anti lager Green Hill Montichiarii


"OR GESU' CHIAMATI I DODICI, DIEDE LORO POTERE E AUTORITA' SU TUTTI I
DEMONI E DI GUARIRE LE MALATTIE" -S.Luca, Cap.IX, Verso I°.

Nel primo video la donna dichiara di aver assunto parte delle caratteristiche psichiche -anche quelle a lei prima avverse- da chi ha ricevuto l'organo trapiantato. Il medico che difende i trapianti conferma e spiega attraverso la teoria della memoria cellulare. Tutto ciò -come già spiegato in due precedenti nostri post- fa pensare a quei popoli primitivi che mangiavano gli organi -specialmente quelli vitali, nobili- dei nemici uccisi per acquisirne le loro qualità psichiche, ad esempio il coraggio. Le dinamiche elettro-magnetiche cellulari richiamano, invece, la nuova fisica che vede due particelle venute in interazione a brevissimo raggio interagire ancora una volta separate, anche per lunghe distanze. Così accade in altri ambiti, quale tra gemelli, tra madre e figli. Per le leggi olografiche anche in ogni piccolissima parte di un sistema vi è contenuta tutta la storia del sistema. Tutta la nostra storia (anche presente e futuro) è, ad esempio, contenuta anche in un microscopico spazio contenente il DNA. Le leggi olografiche estese all'uomo o animali si collegano con le risonanze morfiche di R.Sheldrake che sintetizzano quanto finora scritto.
La vivisezione è di base per la manipolazione psichica e fisiologica degli animali. Il più grande vivisettore, Pavlov, dichiarava che la vivisezione era pratica obiettiva proprio perché si toglieva alle cavie -sopratutto cani gatti e scimmie- consonanti e termini psicologici, quali: "vuole", "desiderio", "indovina", etc. La vivisezione è stata dimostrata una pratica erronea per gli scopi che si prefiggeva e questo già da un secolo fa; e tutto ciò anche attraverso i più esperti vivisettori stessi che se ne accorsero, dopo centinaia di esperimenti con più specie animali (scimmie, gatti, cani, conigli fino ai topi), e riferirono l'inutilità di continuare a vivisezionare. Quelle della vivisezione come metodo fuorviante furono prove così schiaccianti che i loro colleghi che volevano comunque continuare non poterono confutare, e forti del loro potere e lobby arrivarono anche a licenziarli e a farli espellere dall'albo professionale; i loro libri che spiegavano la fallacia della vivisezione anche se riuscirono ad essere pubblicati furono poi commercialmente boicottati (dagli USA all?Europa, Italia compresa).
Ancora oggi chi critica la vivisezione divulgando le innumerevoli dimostrazioni di fallacia e dannosità di suddetta pratica trova ostacoli e problemi; dal sequestro di materiale informativo al quasi disinteresse della stampa e radio-televisione. Gli studenti sono ancora forzati sotto dogma di questa prepotenza vivisezionista.
Ma ci si chiede che cosa ha così fortemente radicato tale obsoleta pratica. Oggi, nonostante tutto, non si rimane del tutto convinti che i giganteschi profitti e carriere possano essere la sola causa. La vivisezione è dimostrata consistentemente fuori dal contesto scientifico quindi bisogna ricercare su altri ambiti.
Un suggerimento proviene da una curiosa esperienza fatta da un noto reverendo che interessato allo studio del profondo volle mettere alla prova le teorie che aveva elaborato tanto che conobbe un ricercatore esperto vivisettore della Sorbona di Parigi. Il sacerdote apprese a vivisezionare e ammise che la prima volta fu uno shock tremendo: attraverso la regola della vivisezione -togliere consonanti e termini psicologici- assoggettò la cavia, ma ciò fallì per l'impossibilità della cavia di poter competere con alterazioni psichiche di quel genere. La sperimentazione migliorava con cavie di taglia più grandi (cani e gatti) che potevano resistere anche per qualche ora perché meno dissimili e inferiori all'uomo. Come prassi di vivisezione sperimentò passando dall'animale all'uomo e scegliendo un individuo vicino alle sue stesse caratteristiche fisiche, per età e intelligenza. Il reverendo trovò quest'uomo, un professore parigino e conoscendolo lo invitò nel suo laboratorio per mostrargli degli esperimenti sull'intelligenza dei roditori. Fu così che ponendogli l'attenzione sul roditore agiva psichicamente sul professore e dopo ipnotizzato passò l'assoggettamento psichico tanto che identificandosi a sua volta con lui (in termini tecnici: scambio psichico) riuscì talmente da fare la stessa firma e farla riconoscere anche in banca. L'esperimento comportò poi gravi, letali disturbi al professore-cavia suicidatosi poi in cella.
Quello che ha voluto indicare, tra le altre cose, chi ha divulgato questa sua vicenda è che "il male fatto dagli uomini sopravvive a loro stessi : la manifestazione o la proiezione di un crimine o violenza procede auto-organizzata". Come interpretare ciò con il suo cambiamento di personalità una volta entrato nel laboratorio vivisettorio e lì sperimentato? Non solo vi è scambio psichico con cavia sottomessa ma anche l'assorbimento dei contenuti di un simile aberrante ambiente dove avvengono le più atroci torture e sofferenze.
La vivisezione è una pratica aberrante estesa anche fuori dal laboratorio.
"Il medico d'ospedale: la paziente aveva il disgusto per l'odore dello sperma a 24 anni al secondo matrimonio e lo sentiva mentre dormiva e si svegliava col vomito.
Pavlov: la paziente deve riconoscersi avere il sistema nervoso carente (punto di vista organico) e l'utero e ovaie infantili. In sintesi la si deve considerare una mezza castrato, un quarto o tre quarti di castrato e il bromo è la cura come già sperimentato sui cani che abbiamo castrato.

Bibliografia

Frolov: Gli esperimenti di Pavlov, Univ. Econ., Mi, 1951
I.Pavlov: Il riflesso condizionato, Ed.Riuniti, 1973.
M.Alexander (a cura) D.Omand: La mia vita col diavolo, meb ed., 1995.
I.Pavlov, I Mercoledì.

mercoledì 4 luglio 2012

ControProcesso per gli animalisti liberatori di cuccioli al lager di Montichiari Green Hill

Dalla denuncia della Polizia e dei carabinieri si può evidenziare una forzatura nell’esporre e elencare i reati, tutti in “arresto di flagranza di reato, quali: rapina in propria, furto pluriaggravato, violazione di domicilio, invasione di terreni ed edifici e danneggiamento aggravato alla resistenza e violenza a Pubblico Ufficiale. Vengono specificate le “azione violente poste in essere verso le forze di polizia”, consistenti in lancio di sassi e altri oggetti al loro (polizia) indirizzo causando il ferimento dei due Dirigenti –del Servizio e della Digos- e di altri due Carabinieri (tutti refertati per lesioni guaribili entro otto giorni. Ciò ha causato l’incarceramento di dodici persone incensurate. Per leggere l'intera deuncia digitare sul seguente indirizzo:

Occorre ora chiarire in fatto di termini di rapina e furto –pluriaggravato-. Un furto o una rapina non sono azioni dimostrative dove si ostenta palesando pubblicamente la “refurtiva” fino ad innalzarla a trofeo della liberazione tanto che più di “flagranza di reato” le forze dell’ordine lì presenti se li sono trovati (i rei) nelle mani quasi a costituirsi. Quindi, tutt'altro che furto e/o rapina dove si opera non visti, nascondendosi e nascondendo la refurtiva.

Furto pluriaggravato? Di cosa? I cani non sono oggetti, sono animali, quindi in grado di pensare, di intendere e di volere –e di non volere-, provano sofferenza (pathos) e il loro linguaggio è strutturato in una grammatica (vedi Treccani). Perfino il più grande vivisettore, Pavlov, riconosce sintomi nervosi patologici sia nei cani normali che castrati. Durante la sperimentazione i vivisettori si accorsero dell’attività psichica del sentimento, ad esempio: i cani lacrimavano sul tavolo operatorio ancora prima di venire offesi dalle tecniche d’irritazione vivisettorie. I cani (e gli altri animali) sono consapevoli di ambienti di tortura, ad esempio come quelli che denominiamo lager: Green Hill è un lager. Lager era denominato, dagli stessi vivisettori, anche il “Koltushi” -base per animali da vivisezione-, con tanto di “torre del silenzio” –dove gli animali tracheizzati attendevano il loro turno di tortura vivisettoria e morte- così orrenda che gran parte dei vivisettori cercavano di non entrarvi. Alla stessa maniera i cani (e altre cavie) cercano la fuga da simili squallidi e aberranti luoghi. Perfino Pavlov ha dovuto riconoscere negli animali in contenzione o in via di contenzione ciò che lui denominava “riflesso di libertà”. In sintesi la volontà di evadere. Va chiarito che Pavlov generalizzava il termine “riflesso” o “stimolo condizionato” applicandolo ovunque, anche la religione, da lui vista come il più elevato di tutti i riflessi condizionati umani; così anche il mondo dell’uomo è un reale stimolo condizionato. Per non parlare della sottomissione, anch’essa annoverata nella categoria dei riflessi: “riflesso di sottomissione” della servitù. Insomma, il termine pavloviano di riflesso è parallelo a quello di un’azione di tutela, prevenzione e di salvezza dalle situazioni ostili alla sopravvivenza. Vediamo ora ciò in alcuni esempi di cani vivisezionati:

“ Il cane prima dell’esperimento guaiva e durante gli esperimenti tentava la fuga dal tavolo (operatorio)…L’animale si muoveva continuamente, si dibatteva in tutti i modi nella gabbia, graffiava il pavimento, spingeva e mordeva il telaio della porta, ecc. Tutto ciò era accompagnato da dispnea che andava sempre aumentando verso la fine dell’esperimento…ma quando lo facevamo uscire dalla gabbia, il più delle volte veniva ad accucciarsi immediatamente ai piedi dello sperimentatore…Solo lasciandolo libero, pur se mantenuto al guinzaglio, il cane si calmava…una cosa era evidente: il cane non sopportava di essere legato e di essere limitato nella sua libertà di movimento…il riflesso di libertà”. Ma no?! Davvero?...

Non è una scoperta fenomenale?! Questa è la vivisezione! Per il riflesso di libertà 12 animalisti antivivisezionisti –incensurati- sono finiti in carcere. Per aver aiutato ad evadere dalla tortura dell’inutile vivisezione dei cuccioli assieme ad alcune loro madri. Tortura vivisettoria è un termine riconosciuto dagli stessi vivisettori, ecco un esempio:

“Il cane Postrèl è stato sottoposto da federov a vere e proprie torture nel senso di problemi al sistema nervoso…”. “Per rendere il cane Barbos (cane sanissimo) nevrastenico abbiamo dovuto sottoporlo ad una serie di procedimenti con urti di processi positivi e negativi, in continuazione per un anno intero e solo alla fine ha perso l’equilibrio”.

I cani hanno sentimenti, e intelligenza, e riescono a comunicarli, ecco un esempio di come il vivisettore stesso in un barlume di consapevolezza riesce ad intravederli:

“A quell’epoca i cani erano forniti da ladri di strada che ne acchiappavano di ogni specie, con collare o senza. Noi peccavamo, dunque, insieme al ladro..Fui colpito (scrive Pavlov) da un setter bianco che cercava di saltare la staccionata (del recinto) e lo invitammo in nostra compagnia e ci colpì la sua gioia e affettuosità straordinaria che mi commosse. Mi fece un effetto tale che non ebbi il coraggio di operarlo. Decisi di risparmiarlo e di portarlo a casa..cercando di scoprire il nome che gli avevano dato i suoi padroni prima di rubarglielo”.

Con questa confessione il più grande vivisettore è mosso da sentimento animalista e libera il cane dalla tortura e morte da vivisezione.

Anche da questo frangente l’azione dei 12 animalisti può ritenersi più che giustificata. E, comunque, doppiamente giustificata se teniamo conto di tutti gli altri grandi vivisettori che si resero conto dell’inutilità e inganno vivisettorio dimostrandolo con prove e logica così robuste da non poter essere adeguatamente confutati tanto che il potere delle lobbies medico vivisettorie non poté fare altro che licenziarli dal laboratorio fino anche ad espellerli dall’albo professionale! I loro libri –molto voluminosi- che riuscirono ad essere pubblicati in diverse nazioni (dagli USA all’Europa –Italia compresa) benché delucidassero esattamente le tecniche vivisettorie e spiegassero la loro inutilità furono commercialmente boicottati dalle suddette lobbies. In ogni dibattito che si riuscì a realizzare (vedi il video allegato al post) i vivisettori ne uscirono perdenti; eppure si è continuato su questa falsa via, vivisettoria, che impedisce di voltare pagina verso ricerche veramente consistenti.

Passiamo ora dalla “flagranza di reato”, “furto pluriaggravato” e “rapina in propria” alla questione sulla “resistenza e violenza a Pubblico Ufficiale”.

Che vantaggio hanno gli animalisti nel conflitto con Polizia e Carabinieri? I conflitti con le forze dell’ordine vanno a vantaggio della controparte, pertanto gli animalisti evitano un tale conflitto.

Più che altro, in riferimento alla suddetta tensione e azione violenta, c’è da chiedersi invece perché la polizia bersagli a sassate gli animalisti e perché i carabinieri gli sequestrino materiale informativo sulle torture vivisettorie su uomini e animali anche inerenti ai lager nazisti.

Infatti, quando gli animalisti contestarono con un pacifico sit-in informativo sul demenziale e crudele tiro al piccione a Roma in Piazza delle Muse, Primavera 1973, la polizia allontanò dalla piazza gli animalisti tirandogli i sassi addosso (vedi le cronache di allora in diversi quotidiani, anche tra i più noti). Dall’altra, come riportato nel video qui allegato l’articolo del giornale BresciaOggi del 12 Dicembre 1988, che riporta il sequestro del materiale informativo sulla vivisezione tratto soprattutto da foto recuperate dai lager nazisti. Eppure molti carabinieri furono vittime dei Nazisti per non aver ceduto alla loro dittatura. Invitiamo i Carabinieri che non l’avessero ancora fatto a ricordare i loro suddetti, coraggiosi, colleghi visitando il Museo della Resistenza a Via Tasso in Roma.

Manca ora da chiarire le violazioni o invasioni di terreni ed edifici. In questo ambito ritorna l’intenzione dell’azione, cioè a mero scopo di dimostrazione, per ragioni di valore di ragione e sentimento fin qui focalizzati. E’ possibile che in un’azione dimostrativa possa capitare qualche danno fortuito che, se provato, può risarcirsi.

Certi valori sentimentali (da tempo in via d’estinzione) possono far sollevare anche fin sopra i tetti chiunque, anche grandi personaggi di fama mondiale, fiore all’occhiello anche in materia di giurisprudenza…Vogliamo trasporre la sentenza anche lui?

Avete sentito alla fine del video qui allegato? Minacciano di non dare le cure a chi ostacola la ricerca vivisettoria. Cure??! Non fate ridere e piuttosto ridate il microscopio che avete tolto alla FISICO Gatti. Perchè i vivisettori, negli anni 90 non hanno rispettato i patti di far cessare la vivisezione inerente alla cosmetica, entro 7 anni, una volta raggiunto il numero di firme di cittadini che lo richiedevano. perchè alla fine degli anni 80 promettevano di far ritornare la memoria agli anziani dopo cinque anni ma nulla di ciò è accaduto. Queste come migliaia di altre "promesse" ingannevoli sono servite solo per finanziare la vivisezione.

giovedì 21 giugno 2012

Vivisezione Ginofobia Prevenzione medica: la Donna Mutilata


Manifesti pubblicitari che invitavano le donne allo screening clinico di massa gratuito, che invasero Roma e il Lazio diversi mesi fa, probabilmente non hanno ottenuto il numero sufficiente di utenze. Così non è stato nemmeno l'aver costretto le carcerate a suddetti screening (vedi post nel presente blog su "Prevenire la prevenzione: carcerate e screening cavia degli ospedali"), tanto che ora si è continuato con le extracomuntarie, oltre tutto senza permesso di soggiorno, il ché sarà tutt'altro che difficile costringerle allo screening di massa in questione. Avete sentito dal video che cosa ha detto il medico? Le donne extracomunitarie non sanno nemmeno che cos'è l'utero, facendole così passare per ignoranti. Guardate come sgrana gli occhi il medico nel tentativo di persuadere agli screening e di intimorire sul male incurabile. Ma persuadere chi? non certo gli extracomunitari ma coloro che si sono tenuti disinformati su quello che la medicina propaganda attraverso i cosiddetti screening preventivi, tanto che nella prevenzione più "accurata", quella attraverso DNA, le donne alle quali si "prevedeva" tumore al seno si sono fatte asportare preventivamente la mammella ancora sana (Vedi M.Paissan "La Privacy è morta, W la Privacy") -La "Forma Mentis" vivisettoria passa direttamente dall'animale all'uomo- . I più grandi ricorderanno il clima di terrore degli anni sessanta sull'appendicite, specialmente gli americani se le facevano togliere preventivamente per togliersi il pensiero. Per non parlare su quanto A.Munthe, nel suo famoso libro, già all'inizio del secolo scorso, scrive sulle frequenti -inutili- operazioni chirurgiche a causa delle speculazioni sui disturbi intestinali. Sempre nel video il medico fa credere che con la prevenzione da screening non ci si ammali di tumore, ma da quanto segue vedremo che è un inganno. I religiosi (in questo caso Valdesi e Metodisti -i cattolici hanno i loro mega policlinici) la fanno addirittura passare come opera solidale...ma con chi? con il profitto delle potenti lobbies medico ospedaliere anche attraverso le statistiche cliniche -oltre tutto efficace per far passare la schedatura medica e arricchire la banca del DNA, iltutto fatto passare ipocritamente come opera solidale. I cosiddetti extracomunitari dovrebbero invece essere tutelati; una volta ottenuto permesso di soggiorno e un minimo di lavoro, allora si! possono liberamente decidere; sempre che siano informati su quanto riportiamo qui di seguito -in riferimento alle carcerate e sul seno ma valido anche in questo frangente-, tratto dal precedente nostro post succitato: "Prevenire la prevenzione..." di cui è necessario seguire il video che vi si riporta.
A tutti gli effetti è noto da almeno una ventina d'anni che lo screening non fa scendere la mortalità da tumore e la diagnosi precoce non è prevenzione. Allora, che fare se nemmeno il ricorso al trucco della propaganda che fa credere il contrario -e per tutte le età- non riesce a convincere? (Gigerenzer, p.86): "Se non si riesce a far partecipare il 70-80 % delle donne lo studio darà risultati discutibili". Così dichiara chi vuole che si ragioni in base a speculazioni statistiche sui grandi numeri attraverso i tre corrispondenti errori, quale ad esempio l'errore di tipo 2 sul rischio relativo e quello assoluto.
-In questo frangente si preferisce far riferimento sul rischio relativo perché in quanto tale (relativo) si possono far apparire percentuali maggiori in favore allo screening : nel confronto tra donne che effettuarono uno screening al seno e quelle che non lo effettuarono; su 1000 donne che effettuarono lo screening in 10 anni ne morirono 3 passate per
screening e 4 che non lo effettuarono. Per il rischio relativo la stima è del 25%. Ma per il rischio assoluto che ne valuta la differenza 4-3=1 risulta che lo screening ne avrebbe salvato solo una su mille, cioè lo 0,1 %. (Skrabanek, McCormick, p.64. Gigerenzer)-
DIGITARE SOPRA LE IMMAGINI PER INGRANDIRLE.
Allora, dove rimediare gente sana per lo screening se non nelle carceri? Una/o detenuta/o potrebbe rifiutare
lo screening di massa fatto passare come mezzo per salvare vite umane?....Avete ascoltato dal video qui proposto cosa dicono? "Gli screening per i detenuti saranno disponibili anche per chiunque del personale carcerario, se lo richiede. Quindi per i detenuti è comunque obbligatorio. A dar sostegno all'iniziativa due grandi complessi ospedalieri del S.Camillo e del Forlanini nonché il S.Gallicano.
Sugli assunti suddetti di diverso parere risultano perfino coloro che elaborano i dati delle aziende sanitarie stesse (italiane o
di altre nazioni che siano): "Come si fa a dichiarare che gli screening salvano le vite quando non c'è una vera o anche minima prova definitiva sull'efficacia di tali screening e se apportano benefici" (Volpi, p.70); tanto da porsi la domanda se queste vite non si sarebbero potute salvare altrimenti. Riportiamo qui alcuni esempi di stime lasciando il lettore approfondire attraverso la sottostante bibliografia.
Essi stimarono ben 90.000 donne cadute nei "falsi positivi" (cioè erroneamente diagnosticate con sospetto tumore) al primo mammogramma in un solo anno e così costrette ad almeno tre ulteriori visite a distanza di settimane -preannunciate per lettera-. Questi richiami constano di biopsie, irradiazioni, ed operazioni chirurgiche per ancor ulteriore verifica assieme ad altre tecniche invasive, con tutto lo stress, ansia e così via le cui ripercussioni possono condurre al trattamento psichiatrico se non causare esse stesse un tumore -noi aggiungiamo anche per le stesse irritazioni che comportano sui tessuti e sulla fisiologia del malcapitato.
I dati delle schede delle immagini (Volpi, Tavola 12,p.77. Tavola 13, p.81) qui riportate, sono un vero atto d'accusa, col risultato che ciò ch'è veramente pericoloso è tutta la prevenzione giocata sullo screening (Volpi, p.83): "Vi possono arrivare sul tavolo del chirurgo casi che non sono tali, ma trattati come se lo fossero, e di casi sospetti, perché non si sa se e come evolverà la lesione che li riguarda" (id.,p.94).
Vi è chi sottolinea che oggi non si consiglia né gli screening e né il mammogramma alle trentenni (Gigerenzer,p.76) ed altri che estendono tale consiglio alle quarantenni -Gigerenzer p.92 vedi la tabella 5.3 qui riportata-...ma per quelle dai 50 ai 54 anni vi sono i risultati peggiori: 22 donne
richiamate allo screening per ogni tumore identificato minore di 10 millimetri (vale a dire dalle 150 alle 200 donne richiamate per ogni tumore in fase precoce. (Volpi,p.87) Ma non finisce qui perché il suddetto consiglio può anche estendersi da quest'ultime fino alle sessantanovenni con un sospetto tumore in fase precoce dove occorre richiamare con tecniche invasive pericolose per la salute quali (Vedi Tavola 13, qui riportata): Biopsia (causa dolori, infezioni e ulteriori lesioni etc.) sempre accompagnata da operazioni chirurgica dove in molti casi si rileva solo una lesione benigna e non tumore. (Volpi,p.8o)
Dalla tavola 13 (vedi riquadro) si ottiene la soglia che fa demolire l'aspetto preventivo per le percentuali di richiamo al test: " In Italia sfiora il 9% (88 donne su 1000) e tali tasso lievita con gli anni -riferito dalla fine degli anni ottanta al 2007-. Insomma, del 1.052.000 donne che effettuarono lo screening nel 2004 92.000 hanno subito il richiamo e la biopsia o altre tecniche invasive.
L'autore corregge e precisa che di quelle donne che subirono biopsia e l'operazione chirurgica benché con la sola lesione benigna la stima che si riporta non è di 13,3 donne operate per identificare un solo tumore ma di ben 17. E, per quanto riguarda l'individuazione in fase precoce (minore di 1 cm.) il rapporto delle donne che si ripresentano allo screening non è di 6,5 su 1.000 che effettuarono lo screening ma di ben 16 su 1.000.
Abbiamo focalizzato sullo screening mammografico e/o mammografia perhé quando si valuta il rapporto "controindicazioni-benefici" in uno screening si considera come esempio quello che si ritiene il più vicino ad una "buona diagnosi". Comunque, né il pap-test, né l'esame delle feci, né lo screening tumore ai polmoni e la stessa mammografia o screening mammografico -il cui valore predittivo risulta di 1/3 del 100% (Volpi, p.187)- etc. hanno requisiti di buon test ( P.Skrabanek, J.McCormick,p.126) perché il falso-positivo é fra lo 1% e il 10 %, e quel poco che verrà diagnosticato giusto, dopo le tecniche invasive succitate, per gran parte si tratterà di un tumore "duttale in situ" -cioè senza metastasi e
con crescita lenta, trascurabile- oppure di una semplice lesione benigna (Vedi tabella 129 qui riportata) (P.Skrabanek, J.McCormick, p.129) (Volpi, p.70): "Mentre le tecniche mamografiche sono migliorate di molto i benefici dello screening sono diminuiti tanto che nei più recenti sono insignificanti".( P.Skrabanek, J.McCormick, p.126) Inoltre: "Le percentuali di mortalità per tumore al collo dell'utero sono meno di 1/6 rispetto ai tumori del seno e non produce metastasi. Laddove lo screening non era praticato la mortalità stava diminuendo (ad esempio, nel Canada) e comunque lo screening continuava negli altri paesi con tutto il loro carico di falsi negativi -cioè non rilevavano il tumore laddove c'era-". (P.Skrabanek, J.McCormick,pp. 131,132). Le tecniche invasive per questi tipi di tumore non sono da meno di quelli al seno, oltre le biopsie vi sono le colposcopie e le isterectomie (effettuate per stare tranquille): 40.000 strisci e 200 biopsie per un presumibile unico tumore; tante sono le innocue anomalie cellulari rispetto al tumore ch'è risulta più rischiosa la ripercussione di tali tecniche invasive. ( P.Skrabanek, J.McCormick, p.133)
Nel video ci si riferisce anche a screening al polmone sui detenuti perché fumatori. A parte il fatto che lo screening ai polmoni ha ancor meno valore predittivo rispetto agli altri a causa della sua velocità di progressione e metastasi -non si può irradiare ogni mese e mezzo per una prevenzione precoce- una data percentuale di tumori al polmoni e di morti si è riscontrata in chi non ha mai fumato tanto da implicare il dannoso screening anche per loro (Volpi, p.113, p.103); con i detenuti forzati questa estensione di screening è possibile.
Chi ha concesso l'attuazione del progetto degli screening alle/ai carcerate/ti è un presidente della regione (Lazio) donna e di solito sono i medici maschi quelli che decidono quali processi fisici che concernono le donne debbano essere considerati malati. Gli screening per eventuali patologie dei seni e dei genitali delle donne continuano quel processo "ginofobico" millenario che mira, oggi attraverso la chirurgia delle operazioni difficili, alla mutilazione-amputazione dei genitali e funzioni fisiologiche ginecologiche delle donne; curate poi psichicamente; sotto giustificazione di disturbi o sintomi fisici: "Stati e processi patologici dei genitali femminili possono essere causa di pazzia -L.Mayer-". (Blech, p.150) "Per le donne anziane l'utero diventa un organo inutile, che perde sangue, crea problemi e può anche provocare il tumore, un organo che perciò dovrebbe essere asportato -Wright 1969". (Blech, p.150) I risultati furono 160.000 isterectomie superflue, inutili, solo in Germania e per gran parte di esse non hanno prevenuto né il tumore né altre malattie. Così anche in Gran Bretagna il 40% degli organi genitali asportati era assolutamente sano. (Blech, p.151) Si evita tutto ciò che passa per i genitali femminili squartando pance per far uscire di lì il feto per non parlare di nascite artificiali.
Al centro le temute mestruazioni -da cancellare- tanto da far allontanare dalle donne che almeno le simulavano addirittura l'orda assassina stupratrice franco-marocchina in Ciociaria. L'avversità a ciò o ginofobia -esplicita per i mussulmani- viene così subdolamente mascherata sotto forma di espediente specialistico medico-ospedaliero negli altri paesi ad altro riferimento monoteistico. Che cosa c'è di più significativo del fatto che il successo del primo cesareo umano viene realizzato con la tecnica zootecnica di un macellaio, J.Nufer, castratore di maiali? La macelleria è la pratica più vicina alla medicina. Forse fu questo il primo passo consistente della realizzazione dell'applicazione delle tecniche zootecniche applicate all'umanità; oggi sempre più concretizzandosi per ottimizzazione economica.
Si vede laddove non c'è e non si vede dove invece c'è. nel momento in cui si avviava lo screening alle carcerate cavia tre neonati vittime dell'epidemia tubercolotica del personale infermieristico ospedaliero stesso (vedi quest'ultimo video). L'infermiera era stata vaccinata e -considerata la rarità della tubercolosi almeno in Italia- sicuramente contagiata da questa stessa, ma, nonostante tutto, si cerca non solo di salvare la pratica delle vaccinazioni ma di sperimentarne di nuove...su chi? Gli immigrati, naturalmente.
Carcerate, Immigrate, Degenti ospedaliere popolo indifeso, capro espiatorio per tutelare gli ospedali -e carceri- veri luoghi focolai da sempre di pestilenze e infezioni peggiori delle discariche e fogne di metropoli.

Bibliografia
-G. Gigerenzer: "Quando i numeri ingannano (Calculated risks), Raffaello Cortina ed., 2003, Mi.
-R.Volpi: "L'amara medicina, Mondadori, 2008, Mi.
-P.Skrabanek, J.McCormick: "Follie e inganni della medicina (Follies and fallacies in medicine)", Marsilio, !992 (1989).
-J.Blech: "Gli inventori delle malattie (Die krankheitserfinder), Lindau ed. (Fisher Verlag GmbH), To (Frankfurt am Main), 2006 (2003).

"Consegnai lo studio dell'ufficio di analisi e programmazione socio-sanitaria da me finito di organizzare all'assessore del Comune di Firenze con il responso critico sugli screening consigliandogli di ripensarci e di risposta l'assessore chiamò immediatamente un certo professore, luminare in campo oncologio: "Professore mi dicono che lo screening per il tumore al seno produce molti errori, lei che ne pensa?...L'assessore mi riferì che il professore disse che lo screening salvava molte vite e ha già abbassato la mortalità e mi liquidò velocemente" -R.Volpi.

sabato 16 giugno 2012

Corteo Romano Contro ll Lager Green Hill e la vivisezione: SUCCESSO! Vivisezione ridotta al crepuscolo












Il successo di oggi a Roma è un ulteriore conferma di quanto la vivisezione sia una pratica inutile fallace dannosa fuorviante per il progresso scientifico -che s'impone prepotentemente nel lucro più spudorato- e il vivisettore figura sempre più infame.

sabato 9 giugno 2012

Roma, 16 Giugno 2012 Manifestazione contro Green Hill e la Vivisezione


Abbiamo trovato difficoltà nel caricare il video pertanto rimandiamo il lettore alla visione su youtube:
Contrastare l'inutile, fallace, dannosa e scientificamente fuorviante vivisezione costa non solo l'umiliazione del carcere ma anche essere schedati fino a quarantanni. Per i 12 animalisti liberatori, dei cuccioli, dalla tortura vivisettoria del lager "Green Hill" (Montichiari-Brescia), che subirono il carcere, seguendo quanto scritto nel libro del Garante della Privacy, Mauro Paissan - "La privacy è morta. W la privacy-, possiamo pensare che oltre all'umiliazione dell'essere stati denudati completamente per la perquisizione corporea -con anche ispezione genitale femminile- nonché visita medica sarebbe stato loro prelevato -da tampone- il DNA -da depositare sulla banca dati DNA.
Vi è un antichissimo avvertimento, quello di non dormire con i piedi rivolti verso l'uscio (sia grotta o altra antica dimora) perché vi era il rischio di essere contati (dita dei piedi) e di farsi così rubare l'anima. Che cosa avrebbe potuto significare..?..se non una profezia di ciò che oggi sta accadendo? Sotto giustificazioni di chimere quali "sicurezza" e "salute" attraverso il DNA si può conoscere chiunque più di quanto questi sappia di se stesso: il proprio destino tra malattie fino alla data della propria morte assieme e di quella dei suoi antenati e figli. Una sorta di super chiromanzia. Il tuo DNA assieme al tuo nome. Abbiamo visto nel video allegato al post del presente Blog "Sanremo S.Paolo anticristo Nietzsche" una donna che raccontava quanto il trapianto del rene l'abbia conformata alle caratteristiche del suo (rene) precedente proprietario ed avevamo riallacciato ciò all'antica usanza di popoli che mangiavano il cuore (o altro) dei cadaveri dei loro nemici per acquisirne loro caratteristiche, quali della forza, coraggio etc.. Ed ora, seguendo i video di questo post possiamo pensare a quanto asserito dai fisici quantistici sulla continuazione dell'interazione a lungo raggio di due elementi che vennero ad interagire l'uno con l'altro. Ciò richiama il comunicare a distanza tra madre e figli; tra gemelli. Dando ascolto a quanto detto nei presenti video ci si riferisce alla "visione olografica": una parte di un tutto riproduce il tutto stesso e vi interagisce a distanza una volta separato. Così una parte di noi porta con sé tutta la nostra storia e il nostro destino; questo è il DNA. A sua volta riporta all'antica credenza tribale che concepiva, attraverso un feticcio appartenuto a chi si voleva fare la "fattura", la possibilità di potervi interagire nel bene o nel male manipolandolo secondo certe tecniche.
Oggi vi è un impeto ad arricchire il più possibile la banca dati del DNA di tutti gli individui; sempre nelle righe del libro di Paissan, qualsiasi giustificazione, anche blanda è valida a tale scopo, ad esempio, essere incarcerati -anche un solo giorno- per aver partecipato ad una manifestazione non autorizzata.
Tutto ciò è accaduto agli animalisti suddetti contro la vivisezione, pratica a monte nell'essere stata già stata annoverata da diversi anni sulla scia delle antiche pratiche denominate "Magia Nera".
Bibliografia
M.Paisan, La privacy è morta. W la Privacy, 2005.
AAVV (presentato da H.Ruesh): Vivisezione e Magia Nera, Manca ed..