Il problema dei cosiddetti extracomunitari del 3° mondo è quello di non proteggersi dal contagio delle infezioni dei paesi sviluppati. Quelli che seguono non è che una parte dei post del presente blog sul progetto economico "uomo come bestia d'allevamento" dell'applicazione zootecnica sull'uomo.
http://hospitalcrimes.blogspot.it/search?q=pulizia+etnica http://hospitalcrimes.blogspot.it/search?q=lo+squarcio http://hospitalcrimes.blogspot.it/search?q=nomadi http://hospitalcrimes.blogspot.it/2008/10/solidariet-medico-razzista-ospedaliera.html
mercoledì 18 dicembre 2013
giovedì 12 dicembre 2013
Sanità Sicurezza (SS) a braccetto: Masi Di Sarro Battistelli dal triangolo ospedaliero trasteverino all'ospedale S.Giovanni
In ospedale a Wolfang Pauli fu riservata la stanza 137 che rappresenta in fisica il numero -1/137- della "struttura fine", cioè a misura d'uomo e allo stesso tempo un numero ancora misterioso...questo fu un modo per dire al grande fisico Pauli ch'era arrivato alla "fermata"...dell'autobus 137 -a misura di bara-. Ma vediamo ora "coincidenze" più attuali e attinenti al tema.
Nell'immagine la cronaca di un quotidiano che riporta il fatto curioso di una serie otto decessi sospetti all'ospedale S.Giovanni e perlopiù avvenuti in pazienti che occupavano il letto otto. Un batterio killer nascosto principalmente in quel letto? O qualche coincidenza sinistramente anomala che contribuisce a confermare la iattura insita degli ospedali, fabbriche di malattie?
Tra i tanti "misteri" ancora oggi insoluti vi è quello del 1977 dell'uccisione, con un colpo di pistola, della giovane Giorgiana Masi, a Trastevere, mentre camminava, insieme ad un pacifico corteo, presso ponte Garibaldi. Due anni dopo, 1979, e qualche centinaio di metri più in là, di fronte all'ospedale S.Spirito, due giovani che procedevano tranquillamente sulla loro auto vengono avvicinati minacciosamente da due individui, il tempo di sussurrare "ci siamo" -per intendere una rapina- e tentando di fuggire accelerando quando uno dei due individui riesce a buttarsi sul cofano e a sparargli uccidendo l'autista, Luigi di Sarro. I due individui erano poliziotti in borghese e la causa è stata l'aver dimenticato di accendere i fari della macchina. Altri due anni più tardi, 1981, -quasi di fronte al luogo della tragedia e sempre di fronte all'ospedale S.Spirito-nonostante tutto il servizio di sicurezza possibile- un colpo di pistola feriva il Papa e due mesi dopo sempre a qualche centinaio di metri dall'uccisione di G.Masi -quasi a pari distanza dall'ospedale S.Gallicano- cioè a piazza S.Maria In Trastevere -a pari distanza tra l'ospedale S.Gallicano e il Nuovo Regina Margherita- un'altra giovane ragazza, Alberta Battistelli, la quale superava l'ingresso alla piazza chiusa al traffico da poco tempo, veniva raggiunta dai vigili che gli sparavano dai finestrini, aperti, della sua auto uccidendola. Il fatto non è accaduto come descritto dal telegiornale riportato nel servizio del video qui allegato, infatti, il giorno dopo i quotidiani riportavano che la ragazza procedeva lentamente trovando spazio tra le moto dei vigili ferme all'ingresso della piazza e tamponandone leggermente una, allorché i vigili l'hanno rincorsa a piedi raggiungendola e, "stimolo-risposta", sparandogli. Si è associato il comportamento della ragazza alla tossicodipendenza, Tutte le volte che accade un incidente se chi lo commette è tossicodipendente allora se ne dà opportunamente la causa ai tossicodipendenti tanto da vederli come un pericolo pubblico, come se non li causassero anche tutti gli altri e non ammettere che chi (addestrato a "macchina") agisce da "arco riflesso", da "stimolo-risposta", "fari spenti-nemico", aggravato nel premere il grilletto della pistola, non avesse la realtà e//o la consapevolezza alterata;. In poche parole, se si fosse trovato che i vigili erano tossicodipendenti si sarebbe anche trovata la causa in questa.. Ma ritorniamo alle storie "limitrofe". Circa dieci anni più tardi dei nostri conoscenti raccontarono di aver posteggiato regolarmente, e guarda caso, a qualche decina di metri dal luogo dove fu uccisa G.Masi e mentre guardavano sullo stradario il luogo dove stavamo andando sentirono una frenata e il rumore di retromarcia fin quando l'auto, con tre individui a bordo, non frenò ancora affiancandoli, velocemente cercarono di uscire per allontanarsi ,tamponando leggermente l'auto ferma retrostante,cosicché uscirono per affrontarli e si trovarono di fronte due individui che protestavano per il loro comportamento per poi mostrare, solo allora, il distintivo. Ci si chiede se fossero riusciti ad allontanarsi e magari raggiunti proprio sul luogo a ricordo di G.Masi. In sintesi, in quel triangolo vi sono concentrati ben tre ospedali: S.Spirito, S.Gallicano e Nuovo Regina Margherita e i tre omicidi più il ferimento del Papa sono all'incirca a simmetriche distanze dai suddetti ospedali. .
Nel video la canzone "Letto 26" di Stefano Rosso, il quale la compose nel suo ricovero ospedaliero in uno dei suddetti tre ospedali all'incirca nel periodo in cui G.Masi veniva uccisa. L'autore le dedicherà una sua canzone dal titolo "odio chi". giovedì 5 dicembre 2013
Socrate Eremita Beha trapianto d'organi e libertà d'espressione
Stefano Rosso "Una storia disonesta"...ma sarà veramente bello lo spinello?..Almeno nella canzone sembra di si e del resto non è stata censurata perché innocua, ma certamente il "bucarsi" non è bello!
lunedì 25 novembre 2013
Femminicidio e Psichiatria Vintage
La metà degli anni settanta vede il boom della psichiatria, paradossalmente, attraverso l'antipsichiatria. Non c'è da meravigliarsi, i paradossi sono la novità importata dalla scuola di Palo Alto e che la psichiatria, anzi l'antipsichiatria usa per reimpostare la visione superficiale delle diagnosi -opinioni- psichiatriche. Palo Alto è la scuola delle interazioni sistemiche. Si comincia a pensare in reti interattive partendo dal sistema famigliare. Oggi la psichiatria vintage -"antipsichiatria"- è quarantenne ed ancora non è uscita fuori dalla famiglia; una psichiatria "bambocciona"?. Si sarebbe dovuto poi proseguire dal sistema condominiale (qualcosa si è fatto), poi di zona, quartiere, paese, città metropoli fino alla patria, al patriarcato che ha generato una mentalità basata sulla sopraffazione dei più deboli a partire dove si era in effetti partito, dalle istituzioni ospedaliere (e famiglie) quale gli ospedali psichiatrici e manicomi ma lì si è rimasti, chiusi.. Di conseguenza oggi si è arrivati a coniare un termine, quasi fosse una moda, "femminicidio"e a cercare di porvi rimedio perfino abusando di slogan che sollecitano l'uomo a difendere la donna (come se non vi fossero, quasi sotto casa, a portata di tutti, donne schiave da sottrarre a magnaccia e loro clienti. i quali abbondano in Italia), sono comunque slogan maschilisti. Oggi, seguendo il sistema di rete a lungo raggio si sarebbe dovuto intervenire su chi sostiene politicamente suddetta mentalità mandando di conseguenza al manicomio, carcere o ospedale, ad esempio un signor Rossi di Fratta Maggiore per femminicidio..
Musica per vintage
sabato 9 novembre 2013
I Limiti Alla Corsa Dei Brevetti sulla Vita: dalla zootecnia alla Zeustecnia
Nel primo video non si parla di aver effettivamente curato i bambini con le staminali. Si parla di ricerca e di successi di sperimentazioni in laboratorio. Il test per l'ammissione del successo di laboratorio è inerente alla pratica di per sé ma tra questo e il curare c'è di mezzo il mare con il grande ammontare di "naufragi" di chi poi, una volta applicati, li sperimenta. da paziente. Vi è molto ottimismo a dispetto del fatto reale della insufficiente conoscenza scientifica. Occorre prima fare i conti per la ricerca da modelli e simulazione (cioè non di farsa vivisettoria), sulla complessità fisiologica, specialmente quella che riguarda la dinamica dei sistemi come il cuore, il cervello (e sistema nervoso centrale), gli intestini ed, in generale, il metabolismo.. Non vogliamo ripetere le questioni che abbiamo già riportato nei precedenti post del presente blog anche perché in questo caso ad emergere sinistramente è solo una parola "brevetto". Donare il sangue, oggi, non è come prima. Chi dà il sangue (impiegato in grandi quantità per trapianti d'organo) deve presentare il documento d'identità. Il suo sangue è accompagnato dalle generalità anagrafiche del proprietario e, di conseguenza, vengono brevettati assieme,: Anagrafe (proprietario) e DNA. Il sangue deve passare tutti i test possibili per la garanzia della trasfusione. e, avendo a disposizione anagrafe e DNA, vi si possono fare correlazioni. Del resto il garante della privacy ha informato che ovunque noi mettiamo una firma diamo disponibilità di fare indagini. In termini moderni diamo la possibilità di aprire il nostri "file" racchiusi in varie "cartelle": della salute e prodotti alimentari che acquistiamo; del nostro percorso e giudizi scolastici; della nostra posizione lavorativa etc. Tutto ciò può essere confrontato con con i contenuti informativi ottenuti tramite DNA dal passato al futuro per eventuali corrispondenze e conferme (diagnostiche, commerciali etc.). Quando si parla di brevetti si fa riferimento a grandi organizzazioni, grandi aziende private e commerciali (di cui gli ospedali -privati, ma anche pubblici- ne sono un tramite o una fonte di dati). Ad esempio, una gallina brevettata da zootecnia non ha alcun segreto, è costantemente monitorata e preventivamente corretta nella produzione delle uova. Dalla rottura del muro di Berlino si è sempre più cercato, in ogni occasione, di ottenere il più possibile dati sui cittadini (sul consumo, sulla salute, sulla personalità etc..). Già negli anni settanta, era la volta della diffusione di un test: ovunque se ne fosse presentata possibilità, anche banale oltre che per chi ne era forzato, veniva somministrato il test psichiatrico "Minnesota" -chiaramente col dato anagrafico di chi lo compilava.
venerdì 27 settembre 2013
Origine degli Ospedali inizio Allevamento Intensivo Zootecnico -Settimana Vegetariana 2013
Si è svolta la settimana dedicata alla scelta non carnivora, quindi vegetariana, vegana, fruttariana. Ad esempio, a Roma i fruttariani si sono incontrati al parco della Caffarella, intrattenuti anche da canti e danze etnici, e i vegan-crudisti all'ex mattatoio del Testaccio.
I video, posti all'inizio del post, fanno riferimento ad un piatto particolare composto di carne di maiale introdotto nel 1439 in occasione del Concilio di Firenze. L'arista è un piatto prelibato e limitato per grandi eventi. Il macellaio fiorentino, già negli scorsi anni sessanta, avvisa che la carne che si vende, nonostante italiana, è carne di animali trattati e alimentati non naturalmente. Infatti, in Toscana ed in particolare a Firenze e provincia, il consumo di carne ed il conseguente ricorso ad allevamenti intensivi, inizia con la realizzazione del primo ospedale; riportiamo parte di quanto scritto in un nostro precedente, del 28 Maggio 2008: post http://hospitalcrimes.blogspot.it/2008/05/veganismo-vs-zootecnia-epidemie.html:
in Toscana, l'attuale patria della "bistecca alla fiorentina". Ma, fiorentini e toscani erano grandi mangiatori di carne? -Risulta nettamente di no! Fino al primo trentennio del 1300, sul rapporto tra cittadini fiorentini e animali mattati, risulta un consumo di carne basso (poco più di un centinaio di migliaia di animali uccisi all'anno: 4.000 bovini; 50.000 montoni; 40.000 suini; 60.000 capre). Spostandoci poi in avanti di diversi secoli, fino a tutto il periodo delle epidemie di peste, colera, tifo risulta sempre un consumo di carni più che basso pari a circa 7 Kg a testa per tutto l'ann0 a Firenze e solo 10 Kg a testa in tutta Italia: il cibo dei poveri erano le verdure ed in genere i grani -cioè un vero pasto vegan. Ma questo andamento viene interrotto durante l'internamento negli ospedali , dove il consumo di carne diviene esponenziale fino a diventare secondo assoluto a quello del pane e seguito da quello del vino, uova e pollame. Con l'avvento degli ospedali si passa da un pasto praticamente vegan ad uno prettamente carnivoro, per le 10973 giornate di degenza si fecero consumare: 5.423 Kg di pane; 2.465 Kg di carne; 4.785 litri di vino: 1289 uova; 50 Kg di sale; 29 Kg di uva secca; 72 litri di aceto; 24 litri di olio; 18 polli. Dieta carnivora e scarsa in vitamine. Si aumentava il cibo di carne, ma già a quell'epoca macellai, mattatoi e allevatori in genere contribuivano a peggiorare l'ambiente, l'igiene e di conseguenza le epidemie: vi era il problema dello smaltimento degli escrementi (abbandonati fuori intorno alle mure di cinta della città e, oltre tutto, macelli e macellai, i maggiori veicoli di appestamento ed epidemia, gettavano gli scarti dentro i fiumi.
A fare maggiormente le spese di un epidemia, come già scritto nel precedente suddetto post, sono i poveri. Infatti, la peste colpì prevalentemente i poveri,i becchini e i chirurghi-cerusici (arte delegata ai modesti barbieri).
domenica 22 settembre 2013
L'uomo di vetro: Rodotà al drink
Chiunque cerchi di sostenere quella "par condicion", che rivede lo squilibrio tra il comune individuo, sempre più reso di vetro, e le carceri e ospedali che rimangono invece perlopiù in ombra, trova non poche difficoltà. Un paese democratico concepisce un carcerato, anche reo di crimini più efferati, essere comunque un cittadino -che sta scontando la pena per i suoi sbagli- con i suoi, anche se limitati, diritti, quale di esprimere le proprie opinioni. Ma non è tanto questo il problema. Con suddette istituzioni coatte non rimane che riferirsi all'intelligenza artificiale, cioè il "test di Turing" -che abbiamo già considerato per le videocamere seminate nelle strade e nei negozi- e cercare di dedurre che l'informazione che esce fuori è mediata da macchina burocratica, forzatamente strategica, o originariamente, umana, del diretto interessato. Abbiamo già chiamato in causa il Pazzini confermando che anche i medici stessi osservano quanto il potere medico sia ancora radicato con gli antichi stregoni mediatori tra il divino e l'uomo a partire dal medico dietista che detta, programma lo stile di vita del malcapitato nel suo essere -in quanto noi siamo ciò che mangiamo- e quindi sulla epidemia, di intere nazioni, di OGM, fino al chirurgo per arrivare all'atto cannibalesco del trapianto d'organi -realizzabile necessariamente col cuore battente, vivo-. Asseriva Platone che l'uomo avrebbe consapevolmente accettato di mangiare il veleno pur di non morire di fame e, in generale, dargli sicurezza è come dargli ricino, è tutt'altro che difficile, va da sé, con la corrente e fa correre a tuttav velocità...basta la parola.
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