venerdì 25 luglio 2014

LA GRAZIA A LOURDES E LA DISGRAZIA OSPEDALIERA RISVEGLIO DA COMA IRREVERSIBILE VEDOVA CORAGGIO

                  
 Nei precedenti post abbiamo approfondito la questione sulla morte cerebrale inventata per opportunità di ricerca –vivisettoria-e trapianti d’organi, ora daremo uno dei non pochi esempi di come il coma diagnosticato profondo o irreversibile non sia morte.   L’esempio è quello riferito a don Vittorio Mazzuchelli, sacerdote dell’Istituto Cristo Re Sommo Sacerdote, il quale aveva già espresso il desiderio di visitare Lourdes prima del grave incidente che lo investì il 16 gennaio 2006.  L’incidente automobilistico (contro un camion-TIR venutogli addosso) gli causò un coma profondo – morte cerebrale-, di livello tale che i medici, dell’ospedale di Rifredi, a Firenze, lo avevano dato per spacciato; perfino i liquidi del suo corpo si erano trasformati in sali.  Dopo una lunga e angosciante attesa di amici e parenti durata un mese il sacerdote, dato già per morto fin dall’inizio dai medici, si risveglia inaspettatamente pur con limiti neurologici.  Alla fine per don Mazzuchelli ci fu solo il limite di una frattura multipla e frantumata del ginocchio che lo vincolava su una sedia a rotelle con forte sofferenza e dolori, poi alleviati e risolti con la visita a Lourdes.   Di tutt’altra sorte la vicenda del cappuccino Giacomo Filon, del convento di Udine e seguace di Francesco d’Assisi e oggi molto venerato a Lourdes: il funerale del cappuccino fu il 23 luglio 1948 e la cui causa di beatificazione iniziò nel 1984, al culmine della sua vicenda tenuta nascosta.    Al cappuccino Filon fu diagnosticata una encefalite letargica e gli fu negato il viaggio a Lourdes per la sua salute fragile.  Filon non si dette per vinto e riuscì ad avere il consenso dall’Unitalsi udinese.  Il viaggio a Lourdes fu il 21 luglio 1948 e dopo ben 35 ore di viaggio in treno alle 16, arrivato a Lourdes sembrò non aver accusato nulla di quanto previsto da medici e religiosi tanto che chiese subito di andare alla grotta, ma per i medici era sconsigliato e i religiosi, ripetendo a pappagallo – tenendo più conto dell’opinione medica che della fede del francescano-  non indugiarono nel deviarlo all’ospedale Asile.  Giunto all’ospedale fu visitato e il medico non trovò nulla di preoccupante tanto che riusciva a cantare il Magnificat.   Ma in ospedale si aggravò tanto da arrivare all’estrema unzione e a alle 23 era già cadavere.  Ciò viene giustificato con il mancato incontro alla grotta, nell’affrettare i tempi della morte.  Un fatto strano è che la notizia non fu diffusa più di tanto: G.Filon fu seppellito in un angolo del cimitero dei pellegrini sotto una mera sigla, quale S35.  E’ solo grazie ad una vedova coraggiosa che il cappuccino riacquisì il suo nome assieme alla vicenda che si voleva entrambi tenere nascosti.   
   Vicende queste che vedono chi beneficiato della grazia di trovare persone rispettose del suo volere fino a non abboccare alla falsa diagnosi di morte da coma irreversibile – o cerebrale o altra invenzione di morte che sia – e continuando a vivere senza così ritrovarsi cadavere all’obitorio, magari smontato a pezzi per didattica studentesca o ricerche vivisettorie oppure per trapianti e fatto passare per benefattore…del potere medico stesso.  E, dall’altra, chi si è visto negare la sua volontà e della grazia, deviato in disgrazia ospedaliera.    Stessa sorte, come già discusso nei precedenti post, per la veggente di Fatima, Giacinta, la quale fu ricoverata contro la sua volontà e fatta cavia in ospedale, per i medici l’operazione fu un successo, e dopo nove giorni di agonia tra atroci sofferenze per le medicazioni morì.   Perseguitata più volte dai medici ospedalieri fu anche Bernadette, dove anche rinchiusa in clausura si vide le suore aprire alla ripetuta visita di commissioni mediche ospedaliere per indagare sulla sua salute mentale, di visionaria.  La veggente poi morì tra umiliazioni a soli trentasette anni.  Ricordiamo anche Letizia Cirolli, diagnosticata con tumore terminale con breve attesa di vita, della quale fu rispettata dai genitori la sua volontà di rifiutare il tentativo di “cura” con ricovero agli squallidi ospedali. Cirolli ebbe una grave crisi dopo la visita a Lourdes ma continuò a rigettare l’internamento all’infame ospedale e guarì completamente subito dopo; quasi premiata nel riscattare la negata volontà della suddetta veggente di Fatima. 
   Più che beatificare tali martiri occorrerebbe premiare gente come la suddetta coraggiosa vedova  così chi non cadde nell’inganno della diagnosi di morte da coma cosiddetto irreversibile, ed anche madre coraggio, Cirolli, che rispettò il volere della figlia e ne fu già premiata.

venerdì 18 luglio 2014

Legge 578/93 Morte Cerebrale: Passata al Senato la Morte Cerebrale di Hitler e Medici Tedeschi

   Riportiamo qui di seguito quanto inviatoci da un lettore:

Testo Unificato (PDL C100, C702, C1250) approvato, Senato DDL 1534 – Norme in materia di disposizioni del proprio corpo e tessuti post mortem (cerebrale) a fini di studi e ricerca . La Vivisezione umana, pende come spada di Damocle per l'utilizzo di persone in coma per due anni nelle università ed ospedali. Due audizioni a noi riservate in Commissione Affari Sociali nel 2005 e 2011 hanno rallentato l'iter, ma come l'idra risorge.
L'Italia vuol far cassa rendendo i suoi cittadini cavie al servizio d'altri, per ripianare il debito pubblico? In questa logica ecco il Primo illegale trapianto di cellule staminali cerebraliprelevate da un feto per un paziente affetto da sclerosi multipla (Sla). La Legge 91/99 art. 3 vieta l'uso del cervello e delle gonadi. Fanno le leggi che poi disattendono.

  La morte cerebrale è stata invezione di Hitler e dei medici tedeschi. Infatti, nei casi di follia giudicati irrecuperabili il cervello non rispondeva più alla volontà, alla coscienza, quindi il paziente era praticamente giudicato cerebralmente morto. riportiamo parte di quanto già scritto in merito: 
https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=4717969834976445781#editor/target=post;postID=1037259966869310646;onPublishedMenu=posts;onClosedMenu=posts;postNum=2;src=postname 
   
"Il Nazismo non ebbe da faticare per eliminare in massa chi reputato non in grado di intendere e di volere fino al fallimento della cura nel “recupero” di tali capacità. Infatti, per i “pazzi irrecuperabili”  vi era l’eutanasia, vista come opera di salute pubblica e rigorosamente applicata nei casi mentali particolarmente gravi o di totale pazzia.  Per prevenire contestazioni morali ed etiche si dichiarava il riconoscimento di non sopprimere per scopi opportunistici quali, ad esempio quelli rivolti ai casi di vittime di gravi malattie o di incidenti anche se conservavano solo le funzioni vitali  fino a non essere in qualche modo utili alla nazione.  Comunque l’invenzione di morte cerebrale, assieme al vedere casi di assenza di coscienza non è idea di oggi attraverso gli espianti d’organo, bensì di chi dichiarò di pensare di pazzi, che non avevano neppure coscienza di se stessi come uomini,  da giudicarsi già praticamente dei morti: “Io penso che dei pazzi che non hanno neppure coscienza di se stessi come uomini sono già praticamente dei morti”. Se non hanno coscienza come uomini tutto il resto degli animali è ufficialmente –cartesianamente- macchina.  Con questa dichiarazione, sostenuta dai medici tedeschi, nel 1939, Hitler estendeva l’eutanasia sterminando gli alienati  e tutti gli altri ritenuti improduttivi: vecchi, invalidi, “anormali” etc.. Essi erano concepiti peso morto.  Lo sterminio dei pazzi irrecuperabili – morte cerebrale- attraverso ospedali per l’”eutanasia” era definito dall'operazione T4, compresa la sua segretezza -benché sembra che vi fu qualcuno che si accorse di quello che realmente si faceva, soprattutto i parenti delle vittime. Comunque, i parenti erano a priori esclusi da ogni decisione perché non medici, quindi non conoscendo la medicina non potevano giudicare il caso, quando era il caso di sopprimere. L’esecuzione della T4 era basata sul giudizio di 3 istituti, cosiddetti, di carità e da un collegio di medici -per l’eutanasia, considerata opera umanitaria: “assassinio umanitario”.
  Insomma dietro al giudizio di “morte cerebrale” si diagnostica l’incapacità di intendere e di volere e di assenza di coscienza e si concepisce, di conseguenza, l’eventuale più o meno accenno di attività motoria (del malato in coma all’atto dell’operazione chirurgica dell’espianto e, dall’altra,  dei pazzi che urlavano e si divincolano disordinatamente al momento di entrare nei camion nazisti diretti all’ospedale per l’eutanasia)  come riflesso meramente nervoso piuttosto che tentativo di comunicare qualcosa del loro stato di coscienza.     Limitarsi a giudicare come riflesso condizionato proviene da tutta una corrente riduttiva che si avvale della vivisezione.  La vivisezione a sua volta  si avvale dell’eliminazione delle componenti psichiche, dapprima, in generale, sugli animali che vengono trasposti poi all’uomo come nel caso di entrambe le “morti cerebrali” – da coma e da follia-".

  Non era difficile vedere un cosiddetto pazzo come irrecuperabile alla stessa stregua di come oggi non è così difficile far passare un malato in coma come irreversibile; di pezzi di ricambio al Terzo Mondo ce ne sono già in abbondanza e l'Italia ne ha già fatto uso negli ospedali (ad esempio l'ospedale Bambin Gesù).  
  Ricordiamo la fioraia del cimitero dov'era seppellito E.Malatesta fu fatta passare per pazza una volta che i Nazisti si accorsero che i fiori sulla tomba di Malatesta erano disposti come a seguire un codice segreto usato dalla resistenza.  Non abbiamo visto la cartella clinica della fioraia ma è certo che non fu difficile esasperargli la situazione nel farla scivolare in una diagnosi di pazzia irreversibile e farla fuori (in ospedale, molto più facilmente ed "eticamente" di una prigionia di lager o di una via Tasso): Il maestro (anarchico) Mastrogiovanni è l'esempio di un'attuale dittatura che non ha nulla da invidiare al Nazismo.  Così, tutti quei genitori che si sono visti vivisezionare i figli in coma cosiddetto irreversibile -morte cerebrale!- contro la propria volontà.  Per non parlare della Carta d'Identità ormai in via di equiparazione ad un "passaporto sanitario" pari a quello dello stato di Epidemia: la più infame dittatura, quella della polizia sanitaria.
  Hanno accusato B.Grillo di inneggiare a Hitler, gli stessi che oggi hanno promosso la legge per la morte cerebrale hitleriana per eccellenza.  E i grillini (M5S) abbozzano fessamente, stanno a guardare i bei tempi dello tsunami, cullati dal CRI CRI. in un dolce riposo....irreversibile? In effetti, già alcuni organi del "grillo" stanno trapiantati partiticamente un po di qui un po di là.   

  

domenica 6 luglio 2014

Legge 578/93 morte cerebrale: G. Berlinguer si appella a grillo parlante per Grillo silente M5S

     
   La legge sui trapianti ha trovato il via libera alla Camera..mortuaria; ora spetta al Senato decretare il decesso definitivo.
 Osservava J.E.Palack che la medicina non vuole verifiche epistemologiche. Ciò lo vediamo sopratutto nella dittatura della "morte cerebrale" per opportunità di trapianti d'organo.    
 Scriveva Giovanni Berliguer che nel ricovero manicomiale oggi psichiatrico-TSO si isola il soggetto.  Ciò è opportuno anche  per nascondere il fallimento della, diciamo, "cura". 
 Mentre il Grillo-silente M5S lasciava la legge sui trapianti d'organo trionfare al Parlamento dimenticava quanto  Berlinguer si appellasse alla saggezza del Grillo-parlante di Pinocchio scrivendo:
"Vi è chi mette perfino in dubbio la validità delle rilevazioni sulla mortalità. Eppure è  difficile non distinguere un viso di un defunto. (-Certamente, noi diciamo che in effetti chiunque sa distinguere-ndr) che un viso di un malato in coma giudicato irreversibile non è quello di un morto.  E’ vero che anche questa controversia è possibile, per esempio quando si tratta di prelevare organi per un trapianto; in questo caso la morte sia decretata troppo presto– considera il grillo parlante di Pinocchio malato- p.81:  Il burattino era stato impiccato; la Fata mandò subito a chiamare i medici più famosi del vicinato. E i medici arrivarono subito, uno dopo l’altro; arrivo, cioè, un corvo, una civetta e un grillo-parlante.  –Vorrei sapere da lor signori –disse la fata ricolgendosi ai tre signori medici, riuniti atorno al letto di Pinocchio--- vorrei sapere da lor signori se questo disgraziato burattino sia vivo o morto!...A questo invito il corvo, facendosi avanti per primo, tastò il polso a Pinocchio; poi gli tastò il naso, poi il dito mignolo dei piedi: e quand’ebbe tastato ben bene, pronunciò solennemente queste parole: -- A mio credere il burattino è bell’e morto: ma se per disgrazia non fosse morto , allora sarebbe indizio sicuro ch’è sempre vivo!   -- Mi dispiace disse la civetta – di dover contraddire il corvo, mio illustre amico e collega: per me invece, il burattino è sempre vivo; ma se per disgrazia non fosse vivo, allora sarebbe segno ch’è morto davvero.   – E’ lei non dice nulla?— domandò la fata al grillo-parlante.  –Io dico che il medico prudente, quando non sa quello che dice, la migliore cosa che possa fare, è quella di star zitto".
    Oggi mentre è il Grillo che è silente i medici inventori di morti sanno bene, quel che dicono, la sanno lunga sulla loro invenzione (di morte) tanto da rendere per la prima volta il documento d'identità anche una tessera sanitaria non dissimile da quella d'obbligo nelle dittature da polizia sanitaria per  epidemie, dove si era sempre pronti a rinchiudere in quarantena (terribile carcere sanitario dove si poteva sperimentare di tutto sul paziente-cavia) al minimo sospetto...ad esempio, oggi si sono già associati i DNA con i profili psicologici (un DNA può rappresentare quello che rappresentava la fisiognomica per il Lombroso).



mercoledì 2 luglio 2014

578/93 Morte detta Coma Irreversibile. T4/39 Morte detta Follia irrecuperabile



  Entrambe le morti citate nel titolo hanno diverse cose in comune, non ci si riferisce alle due date, 1939 e 1993 simili per inversione di una delle due coppie di numeri finali, decimali, né tanto per la sinonimia tra “irreversibile” e “incurabile” ma soprattutto per il fatto che in entrambe sono concepiti come morti i cervelli, e l'assenza di coscienza.   Il Nazismo non ebbe da faticare per eliminare in massa chi reputato non in grado di intendere e di volere fino al fallimento della cura nel “recupero” di tali capacità. Infatti, per i “pazzi irrecuperabili”  vi era l’eutanasia, vista come opera di salute pubblica e rigorosamente applicata nei casi mentali particolarmente gravi o di totale pazzia.  Per prevenire contestazioni morali ed etiche si dichiarava il riconoscimento di non sopprimere per scopi opportunistici quali, ad esempio quelli rivolti ai casi di vittime di gravi malattie o di incidenti anche se conservavano solo le funzioni vitali  fino a non essere in qualche modo utili alla nazione.  Comunque l’invenzione di morte cerebrale, assieme al vedere casi di assenza di coscienza non è idea di oggi attraverso gli espianti d’organo, bensì di chi dichiarò di pensare di pazzi, che non avevano neppure coscienza di se stessi come uomini,  da giudicarsi già praticamente dei morti: “Io penso che dei pazzi che non hanno neppure coscienza di se stessi come uomini sono già praticamente dei morti”. Se non hanno coscienza come uomini tutto il resto degli animali è ufficialmente –cartesianamente- macchina.  Con questa dichiarazione, sostenuta dai medici tedeschi, nel 1939, Hitler estendeva l’eutanasia sterminando gli alienati  e tutti gli altri ritenuti improduttivi: vecchi, invalidi, “anormali” etc.. Essi erano concepiti peso morto.  Lo sterminio dei pazzi irrecuperabili – morte cerebrale- attraverso ospedali per l’”eutanasia” era definito dall'operazione T4, compresa la sua segretezza -benché sembra che vi fu qualcuno che si accorse di quello che realmente si faceva, soprattutto i parenti delle vittime. Comunque, i parenti erano a priori esclusi da ogni decisione perché non medici, quindi non conoscendo la medicina non potevano giudicare il caso, quando era il caso di sopprimere. L’esecuzione della T4 era basata sul giudizio di 3 istituti, cosiddetti, di carità e da un collegio di medici -per l’eutanasia, considerata opera umanitaria: “assassinio umanitario”.
  Insomma dietro al giudizio di “morte cerebrale” si diagnostica l’incapacità di intendere e di volere e di assenza di coscienza e si concepisce, di conseguenza, l’eventuale più o meno accenno di attività motoria (del malato in coma all’atto dell’operazione chirurgica dell’espianto e, dall’altra,  dei pazzi che urlavano e si divincolano disordinatamente al momento di entrare nei camion nazisti diretti all’ospedale per l’eutanasia)  come riflesso meramente nervoso piuttosto che tentativo di comunicare qualcosa del loro stato di coscienza.     Limitarsi a giudicare come riflesso condizionato proviene da tutta una corrente riduttiva che si avvale della vivisezione.  La vivisezione a sua volta  si avvale dell’eliminazione delle componenti psichiche, dapprima, in generale, sugli animali che vengono trasposti poi all’uomo come nel caso di entrambe le “morti cerebrali” – da coma e da follia-.   Ciò fu dedotto già da Vance Packard (in tal caso riguardo alla manipolazione umana tramite elettronica): L’uomo verrà manipolato pari ad animali da laboratorio a partire dai manicomi.   Packard lo abbiamo già considerato, nel post immediatamente precedente al presente riguardo la tanatocrazia medica assieme alla spersonalizzazione e standardizzazione delle morti entro le mura ospedaliere.

  E’ chiaramente giusto riconoscere  l’olocausto che gli ebrei, a livello ufficiale, subirono maggiormente dal nazismo, ma bisogna ancora riconoscere quanti altri furono trucidati come i gitani (senza anagrafe) e i cosiddetti “pazzi”.  Il destino (?) ha voluto che il primo uomo cavia, completamente manipolato, in cui si effettuò il trapianto, di cuore, fosse proprio un ebreo; non visse che qualche settimana dal trapianto, con non pochi strazi. 

mercoledì 25 giugno 2014

La legge 578/93, Con Licenza di Vivisezione e espianti d'organo


L'immagine riporta la copertina di un libretto di un gruppo femminista con sede in Roma.  L'immagine è significativa di per sé, non ha bisogno di commenti, investe l'ambito vivisettorio, carnivoro e quindi anche dei trapianti (leggi cannibalismo); il concepire frazionato facilita le speculazioni, i profitti tutte le rimanenti nefandezze.   Vogliamo abbinare all'immagine anche la riflessione di M. de Unamuno:
"I medici si dimenano in questo dilemma: o lasciare morire l'ammalato per timore di ucciderlo oppure ucciderlo nel timore che muoia".
L'osservazione di Unamuno trova nesso con la legge 578/93, che risolve suddetto dilemma dichiarando "morto" il malato (in coma). Non si tratta di una morte classicamente intesa ma di un tipo di morte che rientra nella concezione del suddetto frazionamento, localizzata in parti, del cervello: "morte cerebrale".  Considerando la difficoltà nel comprendere la dinamica cerebrale -così anche quella del sistema cardiaco che, in questo caso funziona regolarmente, assieme a tutti i rimanenti organi- nonostante gli innumerevoli studi e ricerche nonché la fallace e fuorviante vivisezione, pesa la suddetta decisione (di morte cerebrale) che pur sempre rientra più nei limiti dell'opinione che altro.  In effetti, si sono ormai anche avuti non pochi casi di uscita da un coma giudicato irreversibile -morte cerebrale- e in questi alcuni hanno riferito parte di fatti e discorsi di chi gli stava accanto durante lo stato di coma, anche di medici e infermieri che hanno confermato quanto riferiva.  Confermare, quindi, anche qualcos'altro dalla mera medicina, cioè uno stato cosciente. Se si fosse soppressa questa vita tutto ciò non si sarebbe potuto appurare.  Che cosa significa tutto ciò?  Lo stato di cosiddetta "morte cerebrale" pone un'incertezza sulla morte reale stessa del cervello, oltretutto in un corpo che continua a vivere ed è di pari una dichiarazione di "vita corporea" completa di stato di coscienza, la cui unica colpa è quella di non essere ancora compreso dalla medicina, così come la medicina fallisce nel risolvere la patologia di ciò che definisce "morte cerebrale" -concepita, così, meccanicistico-riduttiva.  Da dove scaturisce la visione meccanistico-riduttiva?   riferendoci all'incertezza, in termini filosofici e matematici essa scaturisce, non a caso, proprio nel XVII° secolo in cui entrambe (filosofia e matematica) risolvono l'incertezza delle opinioni contrapposte attraverso la necessità del modello.  Il 1600, meccanicistico e fiorente delle prime realizzazioni di mega ospedali (così some sono attualmente) ed oltre tutto a struttura "panottica".  Tutto ciò trovava -ed ancora trova- "consensi" per quella "tensione sociale" ad evitare l'incertezza in diverse vie, cioè: quelle società che Hofstede indica a livello alto nell'evitare l'incertezza a cui si risponde con un incremento d'ansietà dove ne scaturisce nervosismo, stress, aggressività etc..richiedendo meccanismi di riduzione dell'incertezza.  
Vi sono parenti di degenti in coma, giudicato irreversibile, che rispondono alle pressioni dei medici -e di alcuni giornalisti, come nel caso del ragazzo tifoso, C.Esposito, ferito gravemente allo stadio il 5 Maggio scorso- per l'espianto d'organi nel rimettersi al miracolo.   Nulla da dire sul miracolo -sopratutto di chi dà ancora segni di vita, di fisiologica funzionalità- ci sono innumerevoli esempi ma vi è anche un fondo di nuovi studi scientifici a sostegno di suddetti parenti, vediamone alcuni di ordine bio-fisico-matematico:
La struttura del cuore deve essere concepita di complessità sui livelli di quella del cervello.  Anche nel cuore vi sono dinamiche sottostanti a cellule simil-neurali con tanto di cicli limite, attrattori (strani) ed enzimi particolari che modulano l'attività elettromagnetico temporale (o dinamica) -Nel cuore si conserva la memoria del vissuto dell'individuo. 
Studi e ricerche nel campo della sinergetica stanno svluppando il problema della dinamica nonlineare di una riattivazione improvvisa di un sistema ridotto ormai a scarsissima o apparentemente nulla energia (attività).
Studi sull'evoluzione estendono in linea generale o, dall'altra, storica la comparsa e la ricomparsa di biosistemi e di segnali, anche neurologici, quali di sentieri neurali che riattivano un ricordo ormai caduto nell'oblio.
Studi e ricerche di onde auto-organizzatisi (presenti anche nel cervello) approfondiscono a livello biologico e neuronale il problema della ripresa improvvisa e di mantenimento illimitato (anche larvato); di un processo apparentemente estinto.....Continua 
  

domenica 15 giugno 2014

Espianto-trapianto d'organi, DSM, DNA: l'Umanità iatro-addomesticata

   Il presente post continua da quello immediatamente precedente sui trapianti-predazione d'organi.    
Ritroviamo il numero 12:   il 12-6-12  la data che segna la vittoria dei trapianti-predazione al Parlamento.  Ora i candidati all’espianto dei loro organi passano dalla Camera…Mortuaria al Senato per il “decesso” definitivo.  Il dominio dei trapianti-predazione si conferma sempre più dittatura ed è accorpato, ben trapiantato agli ospedali tanatocrati che gestiscono tutto il potere sulla vita e sulla morte.  Ma, aldilà della medicina,  lo stato di coma investe l’ambito della coscienza; sta di fatto  che  coloro che uscirono da un coma giudicato irreversibile riferirono fatti e parti di discorso tra medici e paramedici che gli stavano attorno durante il suo stato di coma.   Ne consegue che la medicina assieme alla genetica s’impongono, comunque, di prepotenza in tale ambito con la psicochirurgia manipolando i corpi e controllando, gestendo, la coscienza.  Ne scaturisce, artificiosamente, per manipolazioni, una società psicocivilizzata.    Si volevano aprire i manicomi.  Ebbene si sono aperti assieme a tutti gli altri ospedali, ora sono estesi sulla strada, ovunque:  ogni cittadino è paziente.  Pari ad un sorvegliato agli arresti domiciliari, egli è panotticamente controllato (fisicamente) e monitorato (da videocamere e SAT),  diagnosticato, e si decide per lui in base a criteri di probabilità statistica.  Nell’era dell’informatica si realizza la “completezza cognitiva”:  Si ha conoscenza completa degli stati del mondo nel contesto decisionale; Lista completa degli stati e ne definiscono la probabilità di accadimento.  Si inserisce nell’economia sulla perfetta razionalità degli agenti in assenza di limiti computazionali”.  –M.Lombardi-
Vi è di fatto e attualmente la profilazione del comportamento del cittadino da videocamere (Paissan “La privacy e morta, w la privacy”) che, ad esempio, nel caso del consumatore. si focalizza sull’esitazione, rapidità di scelta e perfino nella mira degli ammiccamenti fino a giudicare le intenzioni.  Tutto ciò può essere utilizzato in corrispondenza con i diagnostici psichiatrici –DSM-.  Comunque vi è già attiva la comunicazione col medico di fiducia attraverso micro-chip e diretta al suo file personale della banca data centrale.
  In sintesi, scrive Virilio, si prosegue sulla scia del potere “germanico-sovietico basato, tecnicamente e scientificamente, sulle oppressioni posturali nella metà del ‘900 col funzionalismo di apprendimenti e condizionamenti animali patrocinato da militari e politici oltreché medici (anche nel campo della biologia delle razze). Grazie agli studi vivisettori sul comportamento degli animali nasce una nuova certezza; per ottenere un attributo -un bersaglio- che anche se unico può agire in dipendenza nel rimuovere il problema dell’identità trans-situazionale delle immagini mentali.  Viene rigurgitato il modello coloniale e i suoi mezzi che influenza strumenti e tipi di analisi scientifica e tecnica della polizia metropolitana.  L’umanità vivisezionata e ridotta a trattamento zootecnico di cui, alla stessa stregua di un animale in gabbia, in contenzione zootecnica non ne è consapevole.  Se il trapianto-predazione guadagna la legge silenzio-assenso, oltre ad essere dittatura che impone di dichiarare ufficialmente come la pensi – pensate alla violazione del vostro diritto di segreto di voto politico: vi fanno rendere pubblico il “NO!” ai trapianti-predazione d’organi cosicché un giorno che per qualche motivo, per causa di forza maggiore o indipendentemente dalla vostra volontà vi ritrovaste in ambito medico ospedaliero o istituzionale con quel bel “NO!” sbandierato..le conseguenze le lasciamo alla vostra immaginazione- viceversa, senza quel “NO!”, anche senza necessariamente dire “Si”, cioè col solo silenzio vi trovate “ipotecati” i vostri organi e venite a vostra volta controllati, clinicamente profilati, al fine da garantire il passaggio dei vostri organi, carichi della vostra coscienza, al futuro comproprietario nell’eventualità che vi dichiarano clinicamente “morti”. Tutto questo non si insegna a scuola, anzi nelle scuole si continua a persuadere gli studenti ad aderire alla logica dei trapianti-predazione.  La Camera ha favorito i trapianti-predazione d’organi: un mattone aggiunto a suddetta gabbia.     

giovedì 5 giugno 2014

Ospedali e Legge Europea sui Trapianti-predazione d'organo: L'euro in frattaglie

    

Nell'immagine si riporta un articolo di giornale, di sabato 31 maggio, su un fatto aberrante, cioè di un bambino che anche se ingenuamente e innocentemente prenota un organo, o più precisamente il cuore, da un suo amichetto che vuole suicidarsi.  L'aspirante suicida riflette sulla situazione di un eventuale fallimento nel suicidarsi quale il rimanere in coma e così continuare a vivere attraverso il trapianto d'organo nel corpo di un altro, condividendolo e non si suicida più.  Ciò, da un certo punto di vista, ci riporta all'antica Grecia quando tra i giovani vi era sempre più la spinta a suicidarsi. Allora per frenare tali suicidi ricorsero allo stratagemma di diffondere la notizia che il corpo del suicida si sarebbe trasportato per le vie della città sfigurato, mutilato. Dall'altra, anche i testi di medicina riportano che chi si vuole suicidare non lo va certo a dire in giro, in questo caso il tentativo viene fatto in modo tale che venga controllato e/o in qualche modo interrotto.  Si vuole far passare una storia di fantasia come reale alla stessa stregua di un'invenzione di morte (clinico-cerebrale) o di malattie.  Abbiamo già riportato in un precedente post vedi:   http://hospitalcrimes.blogspot.it/2012/12/ulteriori-evidenze-da-tribali-mediche.html   
l'evidenza in cui oltre al trapianto dell'organo in sé si trapiantano anche componenti psichiche, vale a dire caratteriali (gusti, preferenze e altri tratti di personalità), che incidono sulla psiche e, quindi, sulla vita di chi ne viene in possesso.  Ciò, per certi versi, è anche supportato da studi sugli ologrammi dove ogni in parte si riflette il tutto, cioè contiene la memoria, il "codice" indelebile, un, possiamo dire, cervello proprio; anche per questo si fa ricorso agli anti rigetto.      La medicina non ammette il suo fallimento nel risolvere il problema degli stati di coma e ribalta il tutto in successo con l'espediente del trapianto e dell'invenzione di morte (cerebrale): sacrifico uno per rattoppare sull'altro.  Al primo vanno gli "onori" del sacrificio (i media gli dedicano ampio spazio) al secondo il "successo" della medicina fallimentare.
  Considerata la scarsità di prelievo d'organi, almeno per il rene, tramite incidenti, oggi si ha la possibilità di prelevare organi dai sani: rifiuteresti di dare un rene al tuo partner o parente stretto?  Considerando che un organo trapiantato dura in modo ottimale (in media dura di meno, anche undici anni)  venti anni al massimo  questo è anche il tempo in cui il rene del donatore, sfinito, richiede trasfusioni di sangue fino, a sua volta, il trapianto.  Cosicché la medicina avrà raddoppiato sia le domande che i sostenitori dei trapianti...un successo: rattopare un corpo malato e danneggiare un corpo sano.   Su questa via anche la genetica dà la sua complicità nel concepire perversamente la prevenzione, o meglio la predizione tratta dal  fondo del...DNA, fino all'amputazione di parti sane.
   Lo stato di coma, quindi, non esclude lo stato di coscienza, confermato anche da coloro che uscendo da un coma giudicato irreversibile riferirono fatti e parti di discorso tra medici e infermieri che gli stavano attorno durante il suo stato di coma.  
  La scoperta della genetica, la psicochirurgia, scrive L. Lombardi Satriani, manipolano i corpi e controllano la coscienza (e la gestiscono -ndr).
Lombardi Satriani riprendendo la concezione della gestione mortuaria della civiltà tecnica, cioè necrofoba e sempre più mortifera de "L'uomo rimodellato" di V.Packard si domanda quale tipo di uomo si dovrà costruire dalla società psico-civilizzata.
  In sintesi per la medicina dei trapianti noi siamo macellerie ambulanti dove ogni "frattaglia" è marchiata D.O.C. attraverso Banche Dati DNA per selezionare nei trapianti, affinché si abbia una quotazione valutaria che influisce anche sulle statistiche assicurative.  Ritornando a Lombardi satriani, egli denomina quanto da noi detto come "zona di morte".  Un vecchio ipocritamente rinominato anziano o uomo della 3°età è peso morto sociale, improduttivo, e noi aggiungiamo che lo è anche per i trapianti; quindi valutato sottozero, già sottoterra.  Egli centra appiena l'articolo del quotidiano quale dell'impadronirsi dell'altro della chirurgia fino a possedere il suo corpo appropriatamente riutilizzato e ne specifica il riferimento proprio ai trapianti d'organo dei bambini ed in generale agli ospedal e tanatocrati che gestiscono il potere sulla vita e sulla morte .....   continua