L'immagine mostra la copia -diretta dall'originale- dell'invito ad una tavola rotonda antivivisezionista -1972. La sala dell'incontro era gremita: posti tutti occupati e molta gente in piedi. Il pubblico era quasi tutto composto sia da antivivisezionisti critici sulla mera riduzione -proposta dall'associazione- dell' inutile e fallace vivisezione che invece doveva essere abolita completamente; sia dalla stragrande maggioranza di medici vivisettori venuti per dare sostegno al loro rappresentante -di controparte. Avrete già immaginato cosa sia accaduto con un simile pubblico, comunque vi fu chi riusci a ribattere gli attacchi dei vivisettori con estrema abilità, la giornalista L.Antonioni, tanto che ai vivisettori non rimase altro che sfogare quanto ci si sarebbe aspettato da infami individui, che offesero pesantemente e ad alta voce la giornalista, che lasciò la sala. sabato 18 dicembre 2010
Rai Bontà Loro, Telethon Ospedale, vivisezione
L'immagine mostra la copia -diretta dall'originale- dell'invito ad una tavola rotonda antivivisezionista -1972. La sala dell'incontro era gremita: posti tutti occupati e molta gente in piedi. Il pubblico era quasi tutto composto sia da antivivisezionisti critici sulla mera riduzione -proposta dall'associazione- dell' inutile e fallace vivisezione che invece doveva essere abolita completamente; sia dalla stragrande maggioranza di medici vivisettori venuti per dare sostegno al loro rappresentante -di controparte. Avrete già immaginato cosa sia accaduto con un simile pubblico, comunque vi fu chi riusci a ribattere gli attacchi dei vivisettori con estrema abilità, la giornalista L.Antonioni, tanto che ai vivisettori non rimase altro che sfogare quanto ci si sarebbe aspettato da infami individui, che offesero pesantemente e ad alta voce la giornalista, che lasciò la sala. lunedì 13 dicembre 2010
Medici e Paramedici ospedalieri Cocainomani.

giovedì 2 dicembre 2010
Mario Monicelli: Una scelta solidale, la morte indegna
domenica 21 novembre 2010
OSPEDALI GLOBALIZZAZIONE: OTTIMIZZAZIONE ZOOTECNICA SULL'UOMO
1) L'efficacia delle muffe guaritrici (odierni antibiotici) era già conosciuta dal 2000 a.C. in Cina, dove si curavano le infezioni epidermiche con muffa di soia; lo stesso valeva per gli indiani d'America ma attraverso mais ammuffito.
2) Il concetto di "batteriofago" alla base della dinamica degli antibiotici non origina dai medici ma da un idea di un autodidatta, vissuto nel 700, un certo Boile che, per questo, fu accusato di ciarlataneria ed espulso dal suo paese proprio da una massima rappresentanza dei medici, il celebre medico Astruc.
3) Fleming scopri l'effetto antibatterico della muffa per puro caso (spore di muffe studiate nel vicino ospedale volarono nel suo laboratorio sulla sua cultura in vitro, giacente quasi abbandonata da Fleming, e causarono l'effetto refrattario ai batteri).
4) Oggi dopo circa ottanta anni dalla "scoperta" di Fleming, l'efficace cura millenaria delle infezioni attraverso muffe, dopo che è stata sistematizzata dalla medicina, è stata quasi del tutto neutralizzata.
venerdì 12 novembre 2010
Origine degli ospedali ritorno al malato posseduto -seconda parte-
Sul passaggio dall'istero-epilessia anche il Pazzini concorda sul fatto che si è cambiato solo il nome di ciò che si vedeva come possessione. Egli riporta che il terrore dei demoni e della possessione tornò ad imperare nei primi secoli della nostra epoca, fin quando un altro modo di concepirla spostò le cosiddette "streghe" dalle mani dei religiosi a quelle dei medici che le definivano pazze e visionarie. Il termine stesso di "pazzo" è già significativo in quanto deriva proprio da posseduto. Una tale concezione continua dal medioevo e tra i medici che la evidenziano; la medicina è ancora nella sfera che ingloba il corpo come posseduto da esseri invisibili, diabolici etc.. E continua a ritorcersi anche contro i religiosi stessi, tanto che, ad esempio, proprio le orsoline di Loudun ne furono vittime! Considerando quanto accadde alla povera giovane contadina Bernadette Soubirous stretta fra religiosi e medici, e più recentemente alla altrettanto giovane e povera Natuzza Evolo, "ree" di aver avuto delle visioni mistiche (raffiguranti personaggi e simboli tutelati da "diritti d'autore") , si può immaginare quanto accadde alle suore -circa trentanni dopo il rogo di G.Bruno- dopo che un certo Laiguel Lavastin, medico, "le diagnosticò nel loro comportamento un vero e proprio spirito infernale che vi animava odio e vendetta che si diffondeva alla stessa stregua di un'epidemia diabolica ben percepibile nelle urla e blasfemi (probabilmente non avevano fatto altro che non rispettare l'imposizione del silenzio). Per tutto questo ne rispose Urbano Grandier il quale fu messo al rogo".
Il passaggio del malato dall'ambito religioso a quello medico è nel segno del "SIGILLUM DIABULI" dove un chirurgo (alla stessa stregua della trapanazione del cranio come esorcismo) ne verificava l'accusa con la prova del salasso, cosicché l'esorcismo si dissolveva nel passaggio dalla stregoneria all'infermità mentale: La soluzione finale è, già dal 1649, nel vedere tali individui come malati da non prendersi sul serio nelle loro dichiarazioni, BISOGNOSI D'OSPEDALE -dove in quel periodo se ne costruivano a volontà e ne occorreva creare domande. In questo conflitto d'interessi tra religiosi e medici ne erano strette le "streghe" -i "malati"- senza alternative e senza scelta alcuna: proprio in quel periodo gli ospedali si conformavano definitivamente a carceri sia nella loro struttura a "crocera" -vedi panottico- sia nel modo di operare, tanto che gli inermi infermi erano maltratti dal personale già allora denominato "i prezzolati" (termine attuale per indicare i secondini carcerari).
Se gli stregoni concepivano la vecchiaia l'effetto di una possessione diabolica oggi si vede l'anziano espiare tale condizione nel vedersi accentuare il rituale medico nelle visite ed esami clinici obbligatori. I poveri, gli anziani e, in generale, gli svantaggiati sono per la medicina moderna non più posseduti dal demonio ma dalla doppia possessione -riportata all'inizio della prima parte del post omonimo- ; essi sono solo oggetto di consumo di farmaci, di test da esami clinici; cavie sottoposte ad infezioni per incurie ospedaliera -siano queste date dalla comparsa di piaghe da decubito, da cateteri (perlopiù utilizzati anche per evitare lo sforzo di accompagnarli al bagno o cambiargli i pannoloni) e, seguendo l'osservazione del medico Semmelweis dagli sporchi chirurghi e personale ospedaliero in generale. Il trionfo batterico sugli antibiotici viene bene a chi ci specula sopra tanto che il disgraziato che ne viene fatto contaminare in ospedale deve poi subire un vasto repertorio di antibiotici vari a danno della sua salute per gli effetti collaterali.
1) L'efficacia delle muffe guaritrici (odierni antibiotici) era già conosciuta dal 2000 a.C. in Cina, dove si curavano le infezioni epidermiche con muffa di soia; lo stesso valeva per gli indiani d'America ma attraverso mais ammuffito.
2) Il concetto di "batteriofago" alla base della dinamica degli antibiotici non origina dai medici ma da un idea di un autodidatta, vissuto nel 700, un certo Boile che, per questo, fu accusato di ciarlataneria ed espulso dal suo paese proprio da una massima rappresentanza dei medici, il celebre medico Astruc.
3) Fleming scopri l'effetto antibatterico della muffa per puro caso (spore di muffe studiate nel vicino ospedale volarono nel suo laboratorio sulla sua cultura in vitro, giacente quasi abbandonata da Fleming, e causarono l'effetto refrattario ai batteri).
4) Oggi dopo circa ottanta anni dalla "scoperta" di Fleming, l'efficace cura millenaria delle infezioni attraverso muffe, dopo che è stata sistematizzata dalla medicina, è stata quasi del tutto, da questa, neutralizzata.
venerdì 29 ottobre 2010
Origine degli ospedali ritorno al malato posseduto -parte prima-
sabato 2 ottobre 2010
RAI Bontà LORO TESTIMONIANZE di nefandezze ospedaliere
lunedì 13 settembre 2010
Nascita degli Ospedali ed origine dello s/Stato premafioso
In alcuni precedenti post abbiamo trattato sulle motivazioni che spinsero a costruire ospedali, all'epoca concepiti per chiudervi vagabondi, emarginati, senzatetto in generale, ed in particolare donne costrette alla prostituzione (da una società che negava loro le pari opportunità) al fine da farle convertire (da qui il termine "le convertite"). Ma quando gli ospedali passarono definitivamente dall'ambito prettamente religioso allo stretto dominio medico-sanitario, nel periodo della peste, ne scaturì esplicitamente la loro seguente matrice di macchine: criminali, di profitti, di corruzione e aggiotaggio di diverso genere, di abusi fino a stupri, sottomissioni e omissioni, di falsificazioni di cartelle cliniche e tutte le molte altre nefandezze che oggi conosciamo per merito di quel seppur modesto controllo che si è potuto riuscire a realizzare.giovedì 9 settembre 2010
Anziani da rottamazione
martedì 31 agosto 2010
Neonato deceduto all'ospedale Casilino
"Sono convinta di poter accertare attraverso i miei uffici e la magistratura che non c'è stato alcun diverbio e che non si sia trattato di un caso di malasanità. Ma che magari, anche di fronte alla disperazione di due genitori che comprendo perfettamente, ci possa essere stata una fuga in avanti.", Questo è quanto dichiarato dall'attuale governatrice del Lazio, su: http://roma.repubblica.it/cronaca/2010/08/31/news/neonato_morto_al_policlinico_casilino-6649933/lunedì 30 agosto 2010
sabato 28 agosto 2010
Biberon Assassino - La strage dell'Ospedale di Mainz: Nomadi 1 Sedentari 4
giovedì 5 agosto 2010
Tony Nickilson, un sequestro della propria morte
domenica 1 agosto 2010
Lager Ospedali Carceri: la Colata
giovedì 22 luglio 2010
Bernadette Soubirous Eusapia Paladino Cesare Lombroso
Nel post precedente abbiamo citato Bernadette Soubirous, la giovane contadina analfabeta che fu perseguitata dai medici psichiatri e dalle autorità religiose per aver sostenuto ciò a cui credeva.mercoledì 14 luglio 2010
Rai Storia: confronto con l'intervista di Hospital-Crimes

giovedì 24 giugno 2010
Anna Sokolow coreografa la cui ribellione costò 13 elettroshock
L'inizio di questo decennio è costellato da interessanti iniziative culturali per il centenario di Anna Sokolow, e ad un decennio dalla sua scomparsa. La sua proposta, in ambito coreografico, si imprime sulla scena direttamente al pubblico, e se non già anticipare, contribuisce a quanto essa stava profilandosi in altri ambiti. Grazie al forte impegno e alla "istantanea" precisione dei suoi movimenti A.Sokolow riuscì a centrare il sentimento degli spettatori riempiendo l'atmosfera di vibrazioni emotive, ma riuscì anche a provocare il risentimento dell'America bigotta fino a fargli censurare alcuni dei suoi preziosi lavori riprodotti su pellicola. Oggi, per merito delle suddette iniziative è stato possibile rivedere i video storici inediti e censurati della valorosa Sokolow -commentati proprio dal celebre ballerino Jim May presso la Discoteca di Stato; Lunedì 28 giugno si esibirà al Teatro Sala Uno di Roma in una serata completamente dedicata al centenario della prestigiosa coreografa. sabato 19 giugno 2010
Suor Domenica A Paradiso: una Santa delle vittime della malasanità e delle nefandezze ospedaliere

Le strutture ospedaliere si rivelarono subito essere macchine aberranti convertite completamente in sanitarie in una situazione altrettanto aberrante della pestilenza confermando non solo la loro inutilità per debellare tale epidemia ma nell'esserne esse stesse focolaio assieme anche ad altre infezioni. Ed ancor più, di queste infami istituzioni ne furono anche vittime chi le aveva volute, i religiosi stessi. Tra gli esempi più significativi avevamo scelto, qualche post fa, quello dei frati del convento di S.Anna (a Prato) che, con a capo il Priore Lattanzio Vai, non vollero andarsene lasciando il convento convertirsi in lazzaretto, se non dopo una dura battaglia con la Sanità di Firenze.
mercoledì 26 maggio 2010
Piazza Italia, la medicina legale, la passatella romana
domenica 25 aprile 2010
Michele Emmer: La matematica del dubbio e la gabbia meccanica 3-La bara vuota, il Trionfo della Morte

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sabato 17 aprile 2010
Michele Emmer: La matematica del dubbio e la gabbia meccanica 2-La Guerra
Nel post precedente, omonimo al presente, si è sottolineata la natura pacifica di Emmer, che non aveva alcuna intenzione di entrare in conflitto con l'operato ospedaliero, anzi egli inizia con fiducia. Poi, via via, l'accumulo delle nefandezze ospedaliere si fa sentire fino a sbilanciare anche un così suddetto rapporto di fiducia. Emmer è tra due fuochi: l'ospedale e la burocrazia che subisce un impiegato (la moglie di E.) che si ammala incurabilmente. Per entrambi la moglie è già morta, anche il ministero del lavoro, facendo eco al verdetto dell'ospedale, non deve rompere le scatole, quindi non viene riconosciuta l'assenza per cure mediche e deve essere liquidata dall'ufficio accontentandosi del sussidio di invalidità. Ma, quello che smosse maggiormente E. fu quando -dopo l'errore iatrogeno che costò un'inutile operazione alla moglie- gli negarono di dargli i vetrini usati per l'esame istologico. Già, la stessa richiesta che, nel post dedicato alla M.G.Cristofanetti-Boldrini, vedemmo negarsi violando la Costituzione Italiana, che riporta: "L'uomo è padrone di tutto ciò che appartiene e appartenne al suo corpo". Vedremo che ciò che non ottenne (i vetrini da test istologico) la Cristofanetti-Boldrini da cittadina attiva riuscì a ottenerlo Emmer. E. conosceva la Costituzione Italiana e si sentì, giustamente in diritto di intervenire! Da cittadino attivo entrò nel suo ruolo di dirigente ministeriale, salì in cattedra e, da eccellente matematico, calcolò e centrò in pieno il muro anti-trasparenza ospedaliero, facendogli un buco così. Il braccio tentacolare della piovra dovette, di contraccolpo, cedere e schizzare i vetrini verso l'equipe bio fisico-matematica dell'Università. Ma, attenzione! In questo conflitto, tra ministeri, attualmente vinto dalla Costituzione, per E. si cela un altro tentacolo, quello che potenzialmente gli trattiene la moglie. Infatti, la Signora Emmer è in un certo senso in "semilibertà" e dovrà ripresentarsi in ospedale, chiaramente seguita dal marito che, entrando in quel luogo, dovrà spogliarsi della divisa di alto dirigente per indossare quella a "pseudo-pigiama" di cittadino attivo. Non rimane quindi che attendere il ritorno. venerdì 9 aprile 2010
ILMESSAGGERO, Il Megalomane, Ospedali all'Ingrosso

sabato 3 aprile 2010
Michele Emmer: La matematica del dubbio e la gabbia meccanica -1
Tra i libri e documenti di vario genere, testimonianze del travaglio in cui si imbatte il malcapitato che fa ingresso nelle infami strutture ospedaliere, oltre a quelli che abbiamo discusso due post fa, vi è quello dell'emerito professore di matematica M.Emmer. Egli lascia testimonianza del suo "calvario" ospedaliero attraverso un interessante testo, ben redatto in complessità: "Lo specchio della felicità", Ponte alle Grazie, 2000. Il suo dramma può rappresentarsi come quegli incubi dove, rimanendo in dormiveglia, si ha la sensazione di svegliarsi e di uscirne ma poi ti rendi conto che continua imprigionandoti di nuovo. All'inizio le sue critiche sono assenti o comunque sommesse, ciò dovuto alla precedente angosciante esperienza nel ritrovarsi di fronte il proprio figlio colpito da una malattia che lascia poche speranze, per poi vederlo ritornare ad una vita regolare e magari essere riconoscenti nell'ambito medico in cui è stato trattato: in questo caso la medicina ufficiale. Tant'è che in seguito il figlio sceglierà iscriversialla facoltà di medicina. Ma, non molto tempo dopo, quando si ripresenterà l'incubo investendo la moglie, Emmer avrò da rendere conto che quel riconoscimento non è dissimile da chi lo lo rivolse, cartelle cliniche con attesa di vita anche di una settimana, all'acqua di Lourdes, al siero Bonifacio, al rimedio Gallo, al metodo Di Bella, ai santoni ayurvedici, a streghe, maghi, guaritori etc.: se il destino è beffardo tale sarà il decorso che ti segnerà. Segue che più chiaro gli apparirà il ricordo di quel comportamento apparentemente bizzarro del suo suocero: primario anatomo-patologo nonché psichiatra, che si era lasciato morire inveendo contro i colleghi e rifiutando le cure proprio nell'ospedale dove era stato primario. Inizia il suo terribile percorso che egli, però, cerca di affrontare con lucidità, considerando, per questo, i suggerimenti dell'associazione contro la malattia incurabile che lo aveva coinvolto: un male incurabile fa attaccare contro i medici ma nessuno ha provocato il tuo male e nessuno poteva prevenire. Già, "NESSUNO". Chi è stato? Nessuno. Con ciò non potevano che meglio avviare a quell'odissea che coinvolge il malcapitato nelle infami strutture ospedaliere. ...Nessuno ha provocato il male: le sofisticazioni alimentari , dagli omogeneizzati "super-ormonizzati", alle mozzarelle con diossina, fino, addirittura, alle recenti creme con peperoncino cancerogeno. Così anche le cosiddette nanoparticelle scoperte cancerogene da coloro che, tra l'altro, non godevano di finanziamenti, e che si sono poi visti togliere via gli strumenti di ricerca proprio dalle associazioni contro i tumori, quelle che avrebbero dovuto sostenerli. Ma, E. prosegue il suo calvario scivolando più volte sulle speranze, sulle promesse delle nuove terapie che si stanno sperimentando, sopratutto genetiche, e, dall'altra, urtando contro le continue sentenze dei medici che ripetevano che la moglie doveva morire, che il male non l'avrebbe lasciata nemmeno quando si sarebbe sentita bene. Da quest'ultima sparata E. riconosce le parole delle lingue biforcute far più male del silenzio; essi, oltre tutto, dicono ma nulla scrivono. E' il loro mondo dell'incertezza di una dottrina meramente statistica, non scientifica: la moglie doveva morire e non si poteva più rompere le scatole. E. scrive più incisivo, chiaro, denuncia l'errore di interpretazione delle lastre che provocò un'inutile operazione chirurgica alla moglie! E nel libro va man mano trasparire un'interesse verso l'assistenza ma nella disapprovazione per l'operato medico. Egli ammette comunque che l'assistenza ha costi vertiginosi e le cliniche modello sono utopiche, come la Sloan Kettering, famosa clinica-vampiro accessibile per i pochi grandi facoltosi. ....Continua
venerdì 19 marzo 2010
Il Corriere della Sera, il Calamaro, la Mozzarella: lo schiaffo e la carezza
Si è arrivati praticamente a commissariare anche le mozzarelle. Infatti, qualche settimana fa, i media riportavano che neanche il garante sanitario non ha potuto garantire la diffusione di mozzarelle di bufale "arricchite" (diossine e altre schifezze). Due settimane fa alcune attrici di teatro mi riferivano che si erano rotte chi la gamba e chi la caviglia ed erano state ingessate con gambale senza tacco e così obbligate all'assunzione di eparina, dai dieci giorni fino a sessanta. Vi ricordate quanto scritto nel post di due anni fa sull'eparina? Bisognava smaltire subito l'eparina perché non c'era modo di distinguere quella alterata (che stava causando danni da tossicità) da quella normale e non si poteva quindi buttare il tutto con perdite di miliardi di euro (vedi Panorama del 2008 citato nel nostro post sull'eparina). Le potenti corporazioni medico ospedaliere sono come dei tentacoli della piovra gigante che emergendo dall'acqua sembrano separati l'uno dall'altro dalla piovra stessa che, con un tentacolo ti strangola e con l'altro ti accarezza: i medici ospedalieri prima ti danneggiano da una parte e poi, dall'altra, ti si prendono anche la gloria. Infatti, nel caso di Cucchi, così come quello del Crisafulli (la vita contro l'errore medico ospedaliero) e quello di Englaro (porre fine di fronte all'evidenza fallimentare medico-ospedaliera), chi ha veramente lottato e vinto sono stati i parenti, nonostante le indifferenze e gli ostacoli di chi li avrebbe dovuti sostenere. Di fronte alla tenacia, determinatezza e coraggio di Ilaria Cucchi la medicina ospedaliera stava sempre più ad essere diffamata e non c'era alternativa nell'ammettere l'evidenza e così non si poteva non delegare il ruolo ad un medico ospedaliero rappresentante dei colleghi diffamati per ripristinare la "fiducia" dell'infame corporazione ospedaliera attraverso l'eroe, il buono. Nella foto del quotidiano nel titolo di questo post si riportano ad hoc le foto per rendere d'effetto questa situazione. I quotidiani stavano riuscendo a sensibilizzare per potenziare il controllo e il commissariamento nelle infami strutture ospedaliere e si sono attualmente ritrovati loro stessi ad essere commissariati. A Ilaria Cucchi si è detto che ora può denunciare i responsabili della morte del fratello. Certamente, ma noi preferiremmo che si pretendesse potenziare i controlli e ritornare a far scrivere sui giornali in prima pagina e liberamente tutte le nefandezze e omicidi ospedalieri. Oggi tutti i partiti parlano di trasparenza nella sanità ma la intendono al livello di assunzioni e di carriera affinché venga garantita la competenza...certamente, quella di non farsi beccare quando si danneggia e uccide un disgraziato degente. Non c'è partito o candidato che non si sia fatto "battezzare" dalla potente corporazione medico ospedaliera per raccattare qualche voto in più; li riconoscerete quando vedrete sputato lì in mezzo ai programmi il pacchetto sanità con la raccomandazione di aumentargli i fondi, potenziarla -come i calci nel sedere ai degenti....Quello che bisogna potenziare sono i diritti e la dignità dei malati perché è l'unico modo per correggere la sanità: controlli 24 ore su 24.giovedì 4 marzo 2010
Ilaria Cucchi, Maria Giuditta Cristofanetti Boldrini (Dafne), Mario Dumini (Eremita Laico)
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Sono tre personaggi d'attualità la cui determinatezza, coraggio e tenacia ha fatto sì da far emergere dal basso per quanto fosse possibile la verità sulle nefandezze delle istituzioni ospedaliere e carcerarie. Dalla sua indagine, pionieristica degli anni settanta, Dafne realizzò il primo libro su quello che oggi viene chiamata malasanità vissuta da chi l'ha subita nel vedersi abusi, omissioni, violenze, bugie e altre nefandezze sul marito e poi sul fratello, degenti in ospedale, e nel contempo essere presa a calci in culo dal personale paramedico nel tentativo di stargli vicino e di contestare gli abusi. Il suddetto libro, dal titolo "La morte al Policlinico Gemelli", è un prezioso documento di base del cittadino attivo che ruppe il primo mattone del muro anti trasparenza ospedaliero. Un altro documento interessante è il libro-dispensa del Dumini, detto l'Eremita laico, dal titolo "Il MANUALE, per le interdizioni". In questo Manuale l'eremita scrive di come fece evadere un suo conoscente, raggirato e fatto passare per pazzo fino all'internamento psichiatrico da TSO; e di come poi riuscì a dimostrare l'abuso, nonostante tutti gli intrighi giudiziari a suo danno, una decina di giorni dopo, in un'intervista a RAI-3 (visibile su youtube alla voce "eremita salva persona colpita da malasanità" -presente anche in questo blog nei filmati posti a fianco dei post). Infine, Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, che è riuscita a smuovere stampa e televisione sull'omicidio ospedaliero-carcerario del fratello tanto che oggi, almeno in Italia, chiunque ne è a conoscenza. Suggeriamo a Ilaria di scrivere, non appena possibile, un libro anche se stampa e televisione, al contrario dei medici legali, ne siano stati esaurienti su tutto quello che è finora stato possibile sapere. Le storie di tre cittadini attivi, che sono riusciti a far rivoltare , anche se per poco, lo sguardo dall'alto verso il basso delle istituzioni panottiche a quello dal basso verso l'alto della democrazia.
giovedì 18 febbraio 2010
Giornalista BBC condannato per aver aiutato a far trapassare un suo collega con male incurabile
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Si parla di democrazia ma, oltre all'invenzione delle malattie, il potente corporativismo medico ospedaliero si è inventato le morti (apparente, clinica, cerebrale etc.). Anche la morte NON ti appartiene è monopolio degli sciacalli della suddetta potente corporazione. Se tu, fossero anche mille sofferenze, desideri scegliere che a farti trapassare sia un tuo amico, parente, partner etc. (purché disposti) non puoi comunque realizzarlo, devi passare per le mani merdose degli sciacalli, i medici; così io non posso essere favorevole all'eutanasia. I pacchetti, quale quello di sanità che sia, sono sempre impostati dalle categorie che vi ci speculano sopra e mai da chi li subisce compresi i politici "bisturati" che, di fronte alle nefandezze medico ospedaliere, sono umiliati nel sentirsi impotenti o nell'essere poi costretti a dichiarare "ma...io proprio non sapevo". I pacchetti sono paralleli al percorso nell'individualità e nell'impenetrabilità delle istituzioni ospedaliere (o carcerarie); sono globuli o supposte intesi come sistemi inizialmente chiusi volti poi a svilupparsi autonomamente fuori della portata o del controllo dello Stato e del cittadino.
venerdì 12 febbraio 2010
La Repubblica (quotidiano), Il Padrino. La Schedatura Sanitaria
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Solo due post fa avevamo riportato i giornali che recentemente minimizzavano o tacevano sugli omicidi dei medici ospedalieri sui pazienti ora dobbiamo ricrederci sui giornali che li riportavano in prima pagina. Per muovere serie critiche alla corporazione medica con tutte le sue nefandezze a danno dei malati occorre la "protezione" di un "garante-padrino" che operi in attivo in tali infami luoghi e ieri si è dovuto pagare uno scotto, la Repubblica riportava in prima pagina la legge che obbliga a porre sulla carta d'identità l'assenso, o non, sull'espianto dei propri organi sostenendola. Non poteva fare altrimenti, considerando che il suddetto suo garante-padrino chirurgo è anche autore di un recente libro a sostegno della predazione d'organi. Allora, a chi si deve rivolgere tutta la gran massa di vittime dirette ed indirette da danni iatrogeni ospedalieri che hanno preferito si divulgassero simili nefandezze ospedaliere piuttosto che essere risarcite e tacere? Gli sciacalli, oltre che a inventarsi le malattie e a modificare i livelli di normalità nelle analisi cliniche, abbassando la soglia che rientra nel "sano", hanno anche inventato le morti (clinica, apparente, cerebrale e così via) e proprio come gli fa più comodo. La Carta d'Identita' non è più a scopo identificativo ma anche una sorta di schedatura medico-poliziesca pari o anche peggio del passaporto sanitario di poco più di un secolo fa in tempo di epidemia. Ci si era illusi quando hanno tolto la Tessera Sanitaria (TS), ora sappiamo il perché: la Carta d'Identità (CI) la sostitusce in pieno e questa, al contrario della prima (TS), è strettamente obbligatoria. Alla legge del consenso o non all'espianto sulla CI seguirà l'apposizione di altri codici quali del sangue e, perchè no, del DNA giustificata per eventuali trapianti genici etc. -sopratutto per la nostra posizione e predisposizione alle malattie, anche mentali !, e valutazioni varie. Si provi solo ad immaginare le conseguenze di chi appone un "No" sulla sua CI, vale a dire è meglio stare alla larga da qualsiasi servizio sanitario e sopratutto ospedali; è una persona che viene automaticamente biasimata, egoista e anti-progressista di chi si adopera verso i disgraziati. Invece, no. Se dovesse avvenire l'infame schedatura sanitario-poliziesca noi ci riserveremo il "No" sopratutto a ciò che fa comodo a coloro che nascondono le loro nefandezze e che rifiutano la trasparenza.
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