
sabato 3 ottobre 2009
La riforma sanitaria di obama -2°: l'onesta trasparenza dei medici torturatori nelle carceri pagati dallo Stato

mercoledì 30 settembre 2009
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LA RIFORMA SANITARIA DI OBAMA: La" buona sanità" rimane quella dei medici boia
Se vogliamo la massima trasparenza dell'operato dei medici sui degenti o pazienti dobbiamo riferirci ai 37 paesi degli USA che adoperano l'iniezione letale come pena di morte. In questi paesi i medici ammazzano ed ora anche danneggiano -vedi gli attuali tentativi falliti nell'iniettare il veleno in vena (se si sbaglia si provocherebbe un'atroce agonia)- nel penitenziario dell'Ohio. Obama ha visto respingersi il suo programma per la riforma sanitaria e gli unici medici a rientrarci sono quelli della pena di morte pagati dallo Stato e non certamente dal loro "paziente" -che tra l'altro non può denunciarli di malasanità se sbagliano nell'ucciderlo-. Pertanto la "buona sanità" risulta essere quella dei medici boia che, a differenza di tutti gli altri medici, ipocritamente assassini e macellai, danneggiano e ammazzano senza nascondere nulla e non sono stati mai denunciati per malasanità.
venerdì 25 settembre 2009
Violazione della Costituzione italiana - Ospedali e medici
In un precedente post, dal titolo "Italiani brava gente", "Uomini contro"...e partigiani, abbiamo coinvolto anche nazi-fascismo, ospedali e partigiani. Ora riprendiamo il discorso da un libro pioniere, se non il primo per specificità dell'argomento, della malasanità vista da chi l'ha subita. Nel percorso delle sue vicissitudini ospedaliere l'autrice del libro "La morte al Policlinico Gemelli", M.G.Cristofanetti-Boldrini detta Dafne espone suddetta accusa di maltrattamento, abuso, errore e inganno diagnostico etc. (in genere, malasanità) anche in termini di anticostituzionalità. Riprendiamo qui la parte del libro che ne è un esempio. L'autrice racconta l'impossibilità di ottenere i vetrini delle analisi cliniche del fratello ricoverato ma non può richiederli lei, direttamente, e nemmeno il fratello stesso ma solamente pr mezzo della lettera del medico di un altro ospedale a cui si era rivolta per fare sua chiarezza sulla diagnosi, fino allora ambigua, del fratello: sabato 5 settembre 2009
"Action" ovvero Umberto D 2000
L'immagine a fianco è la scena del film Umberto D dove l'attore in veste di pensionato senzatetto e senza soldi simula di star male per avere rifugio in ospedale. Implorerà medici e religiosi ospedalieri fino all'umiliazione, a chiedere un rosario per "raccomandazione" . Questo film, ancora oggi non disponibile a dvd bassi costi per la sua posizione primaria rispetto alla produzione cinematografica, fu censurato non appena proposto -vedi post sul presente blog. Tre giorni fa vedendo più volte in televisione la scena dove popolo dell'indomita Action lasciava mestamente, a capo chino, i padiglioni, occupati da due anni, del Policlinico ho subito pensato ad umberto D: ecco ora per rientrarci dovranno fingersi malati col rosario in mano. Commovente anche quanto detto da una di loro intervistata da "Super 3": "..Ora ci si attende che veramente questi padiglioni vengano adibiti a struture ospedaliere per la comunità.." -Forse questo glielo ha suggerito Emergency, che ha seminato 7 Ospedali tra paesi in via si sviluppo e già battezzati alla malasanità (vedi l'ospedale Emergency del Perù denunciato per malasanità da Amnesty Int.)-. Rispondiamo noi su quello che avrebbe dovuto dire Emergency ma ancora se ne guarda dal dirlo: certamente che questi padiglioni saranno adibiti a strutture ospedaliere e il motivo è lo stesso per cui stanno per riaprire il Forlanini sotto ordine dell'Organizzazione Mondiale della Sanità in base all'emergenza epidemia a livello massimo dove occorre procurare spazi sanitari per gli eventuali lazzaretti. Di fronte alla più drastica dittatura, quella dello stato di polizia medico-sanitaria, non ci sono proroghe, bisogna alzare i tacchi e di filato! Non preoccupatevi, ora vi cacciano ma nella suddetta dittatura sono proprio i poveri e gli emarginati che non avendo tetto saranno ospitati in tali strutture-lazzaretto, anzi ne saranno obbligati a entrarvi anche da sani (per essere meglio controllati, fare da cavie ed evitare di contaggiare gli altri).venerdì 14 agosto 2009
Maestro assassinato dal Trattamento Sanitario Obbligatorio Ospedaliero
sabato 25 luglio 2009
Febbre suina: quarantena e cavie -applicando la dittatura medico-epidemica

Tra le massime che dal'antichità fino ad oggi si sono rivelate, sopratutto ai nostri giorni, vere vi è quella che, in sostanza, dice che tutto quello che viene fatto agli animali poi viene fatto agli umani. E' questo il caso di tutto ciò che accade in zootecnia e nei laboratori vivisettori. Agli animali posti in stretta contenzione zootecnica vengono somministrati farmaci -sopratutto antibiotici, per evitare le infezioni dovute al trattamento di velocizzazione delle loro funzioni fisiologico-produttive (latte, uova e ingrassamento, per pesare di più o avere più carne)- e di applicate modificazioni genetiche e altre tecniche, tanto che un animale non riuscirebbe a vivere che per poco tempo -ad esempio, la vita media di una mucca in zootecnia è circa di due anni- e viene mattato di lì a breve. La zootecnia è causa di epidemie, quali, ad esempio, Mucca Pazza, S.A.R.S., Aviaria, Febbre Suina. Come è ben noto, non è possibile realizzare vaccini per queste epidemie tanto micidiali quanto a "immediato" decadimento. Ci si chiede come mai si è applicata la massima allerta per stato di epidemia per la Febbre Suina quando attualmente sta affievolendosi. Probabilmente si teme che con l'arrivo delle stagioni fredde venga a potenziarsi. Lo stato di epidemia dà piena disponibilità di gestire la popolazione alle direttive medico-sanitarie. A differenza delle dittature politiche qualsiasi azione viene tutt'altro che contestata. Ne consegue che a trarre vantaggi dalle epidemie è la medicina diagnostica e di ricerca che può disporre appieno delle tecniche sperimentali sul malcapitato, divenuto pari alla più sperimentata cavia da laboratorio. Lo stato di epidemia mette a tacere tutte le contestazioni finora denunciate dalla critica sui pazienti-cavie -tra l'altro a cui non viene reso noto tale loro ruolo-, negli ospedali europei:
"Il problema dei pazienti-cavia riguarda tutti i paesi avanzati del mondo...particolarmente l'Italia. Ogni anno n
el nostro Paese vengono concesse una cinquantina di autorizzazioni ministeriali per la cosiddetta "sperimentazione allargata" di nuove sostanze medicinali. Questo significa che ogni anno 8-10.000 ammalati, regolarmente ricoverati nei maggiori ospedali dell'Italia, sono trattati con pillole, sciroppi, iniezioni non ancora in commercio, allo scopo di conoscere i benefici e i rischi che ne derivano" -In L.Makowski, "Cavie Umane", L.A.N., 1987.Attualmente sono sotto quarantena per la cosiddetta Nuova Influenza -Febbra Suina- 17 italiani turisti a Parigi. Non si conoscono vaccini per questa influenza, l'unica cosa certa è che si stanno spendendo enormi somme per "vaccinare" -vaccino test- intere popolazioni e che la causa di tutte le moderne epidemie sono le industrie zootecniche, che oltre i macellai arricchiscono così anche i medici.
domenica 21 giugno 2009
Welby Englaro Crisafulli o del Coraggio socratico


Di fronte a situazioni estreme si perde il senso della visione e si guarda superficialmente o si nasconde la testa come gli struzzi. Questo atteggiamento separa i giudizi ed i fatti tra loro. Welby, Englaro e Crisafulli non sono separati, hanno un denominatore comune: Il coraggio di continuare a vivere; il coraggio di mettere fine. Da una parte i sostenitori della vita, di Crisafulli; dall'altra quelli di Welby e di Englaro padre. Da una parte i medici che sentenziano la "morte clinica" di Crisafulli -anche nell'eventualità asportargli qualche organo- ma i parenti, nonostante il suddetto verdetto di ospedali d'eccellenza (anche stranieri), lo sentono vivo, non possono lasciare di farlo tagliare a pezzi; continueranno da soli con le loro modeste possibilità economiche finchè il loro intuito o sensazione li ricompenserà. Anche Englaro padre avrà sentito qualcosa per la figlia, non si possono prendere simili decisioni se non si è veramente certi. Per Welby non ci sono stati dubbi sulla sua personale scelta. Possiamo dire che questi tre momenti sono stati orientati: chi dal futuro (Crisafulli), chi dal passato (Englaro) e chi dal presente (Welby). Il coraggio assieme al ruolo passato-presente-futuro sono i temi principali di un capitolo della quinta tetralogia socratico-platonica: "Il coraggio è scienza?". Vediamo alcuni punti più significativi per questo contesto.
L.- "...Nelle malattie non sono i medici quelli che conoscono i pericoli? O ti sembra che siano i coraggiosi a saperli? O chiami coraggiosi i medici?
N:-"Assolutamente no"..."Sarebbe a dire che egli crede (rivolta a Socrate) che i medici sappiano, a proposito degli ammalati, qualche cosa in più del distinguere ciò ch'è sano e ciò che non lo è. Invece conoscono proprio solo questo; se per caso per qualcuno l'essere sano fosse motivo di timore maggiore che l'essere malato, tu credi che i medici lo saprebbero? o non pensi che per molti sarebbe meglio non riprendersi dalla malattia, piuttosto che riaversi? Dimmi infatti: credi che per tutti sia meglio vivere o che per molti sia preferibile morire?
L:-"Ne sono anch'io convinto".
N:-"E quelli per cui il morire rappresenterebbe un vantaggio, tu credi temano la stessa cosa di quelli che invece hanno interese a vivere?"
L:-"No". N:-"Tu però sei disposto a riconoscere la capacità di sapere ciò ai medici e a tutti gli altri artigiani tranne a chi veramente sa ciò che si deve temere e ciò che non si deve temere e che io chiamo coraggioso?"... L:-"Io capisco che lui (rivolto a Socrate) chiama coraggiosi gli indovini. (Sapere se è preferibile morire o vivere)"
.....S:-"Dimmi allora...: affermi che il coraggio è scienza delle cose da temere e di quelle da osare?"..."Delle cose per cui esiste scienza, non c'è ne una riguardo al passato, per sapere come si è svolto, una per il presente, per conoscere come esso si attua, ed un'altra riguardo al futuro per intuire il modo migliore in cui si può realizzare e si realizzerà ciò che ancora non è avvenuto, ma che essa è unica. Ad esempio, per quanto riguarda la salute, non esiste che la medicina che, sola, indaga quanto avviene, è avvenuto, avverra..."
Risulta evidente che ai medici non deve venire delegata alcuna decisione in merito a ciò che è vita e ciò che è morte e nemmeno il monopolio sull'esecuzione dell'eutanasia (di morti per sanità medica ce ne sono fin troppi), che può essere decisa solo nei casi di tipo Welby, dove si avrà anche la libertà di scelta di chi attui un tale compito (sempre che questi accetti e sia preparato) anche se la soluzione da preferire, non violenta, è quella attuata con successo dai maestri yoga nell'astenersi dal cibo.
